Volontariato e ONG, ancora lavoro da fare per rafforzare fiducia e favorire donazioni

L’anno appena trascorso ha visto a livello globale un calo del numero di persone che svolge attività di volontariato: rispetto al 2018, il 2019 ha segnato una riduzione di 4,8 punti percentuali, passando dal 28,5% al 23,7%. Nonostante questo, il livello di fiducia nei confronti delle ONG resta alto, con oltre la metà della popolazione mondiale che si fida del loro operato (55,1%). È però significativo notare che solo uno su dieci dichiara di avere “fiducia totale”. In tale contesto, l’Italia risulta il paese più scettico verso questo tipo di organizzazioni.

Scarseggiano inoltre i donatori, che decidono di mettere mano al portafogli. A seconda della causa supportata, le ONG preferite sono quelle che sostengono lo sviluppo dei paesi e dei bambini più poveri (24,4%), seguite da quelle che si occupano di tematiche ambientali (22,5%). Meno persone donano invece alla ricerca scientifica o medica (15,7%).

A rivelarlo sono i risultati della WIN World Survey 2019, la ricerca di WIN, network internazionale di società di ricerche di mercato e sondaggi di opinione pubblica di cui BVA Doxa è socio fondatore, che ha indagato l’opinione di oltre 29mila persone di 40 paesi su volontariato e ONG.

Donare il proprio tempo libero agli altri fa bene a tutta la comunità, ma nel 2019 la percentuale di chi svolge attività di volontariato a livello globale è scesa di 4,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente (23,7% contro il 28,5% del 2018). È quanto emerge dalla WIN World Survey 2019, la ricerca di WIN, network internazionale di società di ricerche di mercato e sondaggi di opinione pubblica di cui BVA Doxa è socio fondatore, che ha chiamato a raccolta 29.368 cittadini di 40 paesi per sondare le loro opinioni su volontariato e ONG.

VOLONTARIATO: CHI È PIÙ GENEROSO? – In cima alla classifica dei paesi con il maggior numero di persone che dedicano parte del proprio tempo libero al volontariato ci sono Australia (63,3%) e Paraguay (51,6%), dove oltre la metà della popolazione è impegnata in enti no profit o ONG (Organizzazioni non governative) senza ricevere alcuna retribuzione per il servizio prestato. Pakistan (4,6%) e Corea del Sud (5,1%) si trovano invece in fondo alla graduatoria.
In generale, nella popolazione mondiale sono i più giovani e i cittadini con istruzione superiore ad essere i più disponibili a dedicare del tempo ad attività di volontariato.

FIDUCIA E ONG: ALTI E BASSI – Oltre la metà della popolazione mondiale (55,1%) dichiara di fidarsi delle organizzazioni no profit, ma sono ancora pochi quelli che esprimono “fiducia totale”: solo il 9,7%. I paesi i cui cittadini sono più propensi ad accordare fiducia alle ONG sono Cina (97%), India (85,4%) e Nigeria (82,9%). Fanalino di coda di questa classifica è l’Italia (28,2%), che è immediatamente preceduta da Croazia (31,6%) e Giappone (32%). In termini di area geografica, i più alti livelli di fiducia verso questi enti no profit si registrano in Africa (78,3%), dove la popolazione può testimoniare in prima persona i risultati tangibili del loro operato.

LO SNODO DELLE DONAZIONI – Se da un lato i livelli di fiducia sono generalmente alti, dall’altro la percentuale dei donatori è decisamente più bassa ed è strettamente legata alle cause supportate dalle singole ONG. In tal senso, le organizzazioni che ricevono la maggior parte delle donazioni sono quelle che si impegnano a sostenere lo sviluppo dei paesi più poveri e dei loro bambini (24,4%) e quelle che lavorano per l’ambiente, in particolare per questioni legate all’acqua, all’inquinamento, alla plastica e agli animali (22,5%). Solo il 15,7% dona alla ricerca scientifica o medica.

Vilma Scarpino, Presidente dell’Associazione WIN, ha dichiarato:

“Il WIN Worldwide Survey mostra che, nonostante la maggior parte della popolazione mondiale abbia un alto livello di fiducia nei confronti delle ONG, solo una minoranza è propensa a finanziarle o ad essere coinvolta in attività di volontariato. Questi risultati segnalano la necessità per le ONG di mostrare e far capire con più efficacia il reale lavoro svolto, in modo da coinvolgere maggiormente persone e spingerle verso un sostegno concreto”.

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