Una nuova normalità: tendenze di prodotto e servizio nel futuro post Covid-19

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Come intercettare l’innovazione restando al passo con i tempi e con la rivoluzione portata dall’emergenza COVID-19?  Le risposte a questa e ad altre domande in “Special Report 2020: The New Normal”, l’analisi di Doxa Futuring Lab concepita per illustrare alcuni modi in cui il mondo sta cambiando per effetto dell’attuale emergenza sanitaria e per aiutare le aziende a prepararsi al domani. Il report affronta quattro focus tematici: casa e nuove funzionalità, digital boost, servizi per la persona e responsabilità sociale.

I cambiamenti portati dall’attuale emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus COVID-19 sono imponenti, e il nostro modo di fare business, come le nostre abitudini quotidiane, è stato rivoluzionato. Ciò ha avuto delle ricadute anche sui paradigmi che fino ad ora avevano guidato l’ideazione e la progettazione di prodotti e servizi da parte delle aziende. Diventa quindi fondamentale intercettare i nuovi bisogni e i nuovi comportamenti per restare al passo con i tempi e sostenere la crescita in un momento di forte cambiamento.

Per questo motivo, Doxa Futuring Lab – il laboratorio di BVA Doxa che, facendo tesoro della sua esperienza nelle ricerche di mercato e delle competenze di marketing, permette alle aziende di farsi ispirare, di prevedere e di mappare il mercato per favorire l’innovazione e consentire ai suoi partner di risparmiare tempo e investimenti – ha recentemente pubblicato l’analisi “Special Report 2020: The New Normal” per illustrare alcuni modi in cui il mondo sta cambiando per effetto dell’emergenza COVID-19 e per aiutare le aziende a prepararsi al prossimo futuro, nonostante l’incertezza. Il report è articolato su quattro focus tematici: casa e nuove funzionalità, digital boost, servizi per la persona e responsabilità sociale. E arricchito da esempi su scala internazionale di aziende che stanno realizzando prodotti e servizi capaci di interpretare le tendenze in atto.

CASA SEMPRE PIÙ SMART E ATTENTA AL DESIGN – La casa è diventata negli ultimi anni sempre più centrale nella vita delle persone. Con la quarantena forzata degli ultimi mesi le persone sono state spinte a ripensarla per dare spazio a nuove esigenze come lo smartworking, il bisogno di tecnologie sempre più efficienti, l’organizzazione degli spazi per garantire autonomia, l’attenzione all’igiene e alla pulizia.

Allo stesso tempo, però, anche in campo domestico la ricerca delle nuove funzionalità va sempre più di pari passo con l’attenzione per l’estetica e il design. Il periodo post COVID-19 ha infatti anche rafforzato l’orientamento degli italiani verso abiti e oggetti non solo funzionali ed efficienti, ma anche belli da vedere. Per esempio, è stato osservato che verranno privilegiati abiti da casa che terranno conto non solo della comodità, ma anche dell’estetica. Rispetto invece agli oggetti di uso comune, perfino i purificatori d’aria si trasformeranno da semplici device utili per una sana vita casalinga a veri e propri oggetti di arredo e di design.

Con la riduzione dei contatti sociali diventa sempre più importante restare connessi, anche per esigenze medico-sanitarie. In questo contesto di distanziamento forzato, infatti, si aprono spazi per servizi ed evoluzioni impensabili fino a poco tempo fa nel campo della connected health, le cui applicazioni più recenti spaziano dalla progettazione di device capaci di fornire assistenza sanitaria da remoto all’uso di assistenti vocali o app per smartphone per scopi clinici.

IL DIGITAL DIVENTA INTERGENERAZIONALE, MA OCCHIO A CHI NE È ESCLUSO – L’emergenza COVID-19 ha offerto una chance importante a chi propone soluzioni digital, che trovano sempre più applicazione in diversi ambiti della nostra quotidianità. I social network non sono più un dominio esclusivo delle nuove generazioni e piattaforme riservate fino a poco tempo fa alle sole riunioni aziendali da remoto vengono ora utilizzate per chattare in famiglia o con amici e colleghi. Inoltre, con la crescita che è stata rilevata in questo mercato, per le aziende l’e-commerce si sta trasformando in un’opportunità da cogliere al volo.

Allo stesso tempo, vista la pervasività della tecnologia nella nostra quotidianità, il tema della disintossicazione digitale è stato momentaneamente accantonato. Le paure e le tensioni normalmente destinate ai più giovani, infatti, sono passate in secondo piano e l’e-learning, con le sue attuali difficoltà, sta legittimando l’uso della tecnologia anche da parte dei più piccoli, che si stanno rivelando sempre più disinvolti e indipendenti. Al di fuori della didattica, alcuni brand stanno sviluppando soluzioni per offrire un aiuto ai genitori – sopraffatti in questo periodo dalla gestione della famiglia e della casa – nell’intrattenere i bambini tramite speaker e assistenti vocali, mentre altri stanno avvicinando le generazioni più giovani alla robotica secondo una logica “edutaiment” che si pone l’obiettivo di coniugare gioco e istruzione.

Resta però da sciogliere il nodo del digital divide. In Italia, infatti, non tutti hanno la stessa possibilità di accesso al digitale. I più colpiti da questo fenomeno sono i più anziani e le famiglie a basso reddito, che rischiano di restare indietro e non beneficiare di quella connettività ormai fondamentale al tempo della quarantena forzata nella “fase 1” e del distanziamento sociale nell’attuale “fase 2”. Le aziende e le istituzioni dovranno dunque lavorare affinché la vita online possa essere davvero alla portata di tutti.

LA PERSONA AL CENTRO – Nonostante le conseguenze negative determinate dall’emergenza sanitaria, il 2020 ci ha offerto la possibilità di dare più spazio alla cura della nostra persona. Hobby, sviluppo personale e famiglia hanno acquisito maggiore importanza nelle nostre vite, scoprendo che ci sono cose che possiamo sostituire con alternative online mentre altre che non possiamo delegare al contatto virtuale.

C’è stato dunque un cambio radicale nelle abitudini di tutti, alcune di queste avviate durante questa fase straordinaria e che diventeranno comportamenti costanti da applicare alla nuova normalità.

Ad esempio, c’era chi era abituato a mangiare spesso fuori casa. Con la quarantena e le conseguenti limitazioni, alcuni hanno risposto a questa mancanza riscoprendo la cucina casalinga, mentre altri hanno condiviso con favore la proposta di molti ristoranti che hanno reinventato la loro offerta proponendo qualità e innovazione con piatti consegnati a domicilio che gli hanno consentito di mantenere vivo il legame con i consumatori.

Nel settore turistico, uno dei più colpiti dalla crisi sanitaria, si è invece reagito concentrandosi sulla sicurezza e sulla salute dei propri clienti, due aspetti che sono centrali nella fase di ripartenza e che si legano ai timori che molto probabilmente ci porteremo avanti nel tempo.

AZIENDE E COLLETTIVITÀ’: LA CSR AL TEMPO DEL CORONAVIRUS – Nella fase della ripresa gli aspetti psicologici e sociali imposti dal lockdown continueranno a giocare un ruolo centrale. Al di là delle nostre singole vite, abbiamo scoperto di fare parte di qualcosa di più grande e che esiste una collettività più ampia che necessita di essere salvaguardata e sostenuta adeguatamente.

In questo contesto, anche i brand hanno prestato particolare attenzione alla responsabilità sociale delle loro attività, fornendo informazioni verificate sulla pandemia e coinvolgendo i clienti in attività sociali e di sostegno economico agli enti che stanno combattendo contro il virus.

In generale, dunque, è necessaria maggiore attenzione a comportamenti più responsabili, maturi e coscienziosi. I brand che sapranno abbracciare un ruolo sociale credibile e una presa di posizione sui temi culturali anche dopo la crisi potranno consolidare la propria relazione con i clienti.

Per maggiori informazioni:     cristina.liverani@bva-doxa.com   anna.luciano@bva-doxa.com

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