Tonno in scatola e iodio: quello che gli italiani ancora non sanno

Quasi un italiano su 2 pensa che lo iodio si trovi solo nell’aria di mare e solo 4 italiani su 10 sanno che è un micronutriente presente nella tiroide. Da una ricerca Doxa condotta per ANCIT (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare), emerge che sono ancora tante le cose che gli italiani non sanno su questo minerale e sulle sue funzioni.

Il Ministero della Salute è ormai da anni impegnato in campagne mirate e parte della popolazione italiana ha compreso l’importanza dell’utilizzo del sale iodato per la prevenzione dei disordini da carenza iodica. Tuttavia, questi dati rappresentano solo il primo passo per consolidare il programma nazionale di iodoprofilassi e sono ancora molte le cose da sapere per gli italiani sullo iodio: se 7 italiani su 10 sanno correttamente che è un “sale minerale che si assume con l’alimentazione”, quasi 1 italiano su 2 pensa che lo iodio si trovi solamente nell’aria di mare. È quanto emerge dalla ricerca “Tonno in scatola e iodio: quello che gli italiani ancora non sanno”, realizzata da Doxa per Ancit (Associazione Conservieri Ittici e delle Tonnare), condotta nella prima settimana di settembre su un campione di 1.300 italiani tra i 18 e i 74 anni.

CHE COSÉ LO IODIO – Alla domanda “Sai cos’è lo iodio”, alcuni riscontri sono corretti: il 69% del campione sa che non è un ormone; eppure, solo 4 su 10 (41%) sanno che è un micronutriente presente nella tiroide. E se sugli aspetti principali c’è una conoscenza sufficiente, sul suo ruolo e i relativi benefici c’è ancora un margine di miglioramento in termini di informazione. Indagando tra gli intervistati i benefici dello iodio, le risposte corrette riguardano la conoscenza del suo ruolo come “componente essenziale degli ormoni tiroidei” (63%) e “regolatore delle funzioni del metabolismo” (60%). Mentre, in media, il 43% del campione non sa ancora che lo iodio regola le funzioni del metabolismo ed ha altri importanti benefici. Questi risultati suggeriscono che c’è ancora un ulteriore margine di miglioramento nella conoscenza dello iodio e dei suoi benefici.

IODIO E ALIMENTAZIONE: SOLO 3 SU 10 SANNO CHE IL TONNO IN SCATOLA È UNA BUONA FONTE – La carenza di iodio è dovuta sostanzialmente ad una errata alimentazione e questo minerale si trova in molti cibi ma la conoscenza degli italiani si limita a pochi alimenti. Otto italiani su 10 sanno della ricchezza di iodio nel sale marino integrale e nel pesce in generale ma solo 3 italiani su 10 sanno che lo iodio è presente nel tonno in scatola, uno degli alimenti più amati dagli italiani (presente nel 94% delle dispense italiane – dati Doxa/ANCIT), così come nelle altre conserve ittiche. “L’apporto di iodio del pesce fresco e in scatola, proprio come il tonno o le altre conserve ittiche – commenta Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista all’Università Campus Biomedico di Romaè ottimale per la dieta in generale, anche nella terza e quarta età. Lo iodio consente il regolare sviluppo ed accrescimento nell’età evolutiva, ottimizza il metabolismo e facilita un eccellente equilibrio psicofisico”.

5 COSE CHE GLI ITALIANI ANCORA NON SANNO SULLO IODIO – Dalla ricerca realizzata da BVA Doxa emergono quindi cinque principali informazioni di cui gli Italiani ancora non sono a conoscenza.

Innanzitutto, quasi 1 italiano su 2 pensa che lo iodio si trovi solamente nell’aria di mare, mentre la carenza di iodio è dovuta sostanzialmente ad una errata alimentazione. Anche tra chi sa che lo iodio è contenuto in alcuni alimenti, la conoscenza si limita a pochi cibi. Come abbiamo visto, solo 3 italiani su 10 nel rispondere pensano anche al tonno in scatola.

In secondo luogo, quasi la metà degli intervistati non sa ancora che lo iodio regola il controllo della temperatura corporea, favorisce lo sviluppo del sistema nervoso centrale e dello scheletro, è importante per lo sviluppo e la crescita del feto e dei bambini e fa bene al cuore e alla circolazione.

Il tonno in scatola come quello fresco, poi, contiene iodio: 100 g di tonno in scatola forniscono in media 14 µg di iodio, apportando il 10% del fabbisogno quotidiano (Fonte: tabelle nutrizionali dell’IEO – Istituto Europeo di Oncologia). L’apporto di iodio è ottimale per la dieta in generale, anche nella terza e quarta età.

Qualche precauzione con alcuni cibi a tavola (come soia, spinaci, cavoli, ravanelli, mandorle, pinoli, nocciole e arachidi) perché bloccano l’assunzione di iodio e limitano la capacità della tiroide di regolare il metabolismo, così come alcuni farmaci che interferiscono con il funzionamento della tiroide.

Infine, un falso mito da sfatare: il sale marino non contiene di per sé iodio, quello nero, quello rosa dell’Himalaya e quello delle Hawaii neanche. Serve assumere sale iodato, cioè sale cui viene aggiunto lo iodio, che è un minerale naturale.

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