BVA Doxa si conferma uno tra principali attori delle settimane della SRI – Sustainable and Responsible Investment- con due ricerche condotte in collaborazione con il Forum per la Finanza Sostenibile, organizzatore dell’appuntamento dedicato all’Investimento Sostenibile e Responsabile che si è svolto tra Milano e Roma e online dal 14 al 28 novembre scorso.
Il primo giorno in apertura dei lavori BVA Doxa ha presentato lo studio “Risparmiatori italiani, investimenti sostenibili e settore agroalimentare” che ha approfondito gli orientamenti degli investitori retail rispetto agli investimenti ESG e, in particolare, al settore agroalimentare.
L’indagine ha coinvolto 1.400 risparmiatori che hanno investito nell’ultimo anno almeno €1.000, di cui 505 con almeno €20.000 investiti ed è stata realizza anche con il sostegno di AllianzGI e Anasf.
I principali risultati emersi
Il 78% degli intervistati conosce o, quantomeno, ha sentito parlare di investimenti sostenibili e il 21% ha già sottoscritto prodotti SRI. Emerge interesse per il settore agroalimentare: il 65% di chi conosce gli investimenti sostenibili sarebbe disponibile a investire con criteri ESG nel comparto, considerato dal 46% fondamentale per la sostenibilità ambientale.
Nel corso dell’ultimo anno, per la metà dei risparmiatori che conoscono gli investimenti sostenibili sono aumentate le informazioni sui prodotti SRI fornite dalla banca, dall’assicurazione o dal consulente finanziario. Il 47% dei rispondenti, inoltre, percepisce un aumento delle competenze e dell’attenzione da parte del settore finanziario.
La seconda settimana di eventi si chiude ancora una volta con BVA Doxa sul palco a discutere della ricerca “PMI italiane, policrisi e finanza sostenibile: le opportunità per le imprese”, realizzata in collaborazione con Finlombarda – oltre che Forum della Finanza Sostenibile – e con il sostegno di BPER Banca ed ENPACL .
Allo studio hanno partecipato 450 PMI, che hanno dimostrato essere pienamente coinvolte nel processo di trasformazione sostenibile.
I principali risultati emersi
Per il 56% delle aziende ritiene che i temi ESG abbiano un ruolo “molto importante” nelle scelte strategiche e di investimento, un dato in forte aumento rispetto al 27% rilevato nell’indagine condotta nel 2020 e al 46% del 2022.
I fattori da considerare nella spinta all’adozione di criteri ESG nelle strategie aziendali sono le aspettative del mercato e degli stakeholder. Il 70% delle PMI coinvolte nell’indagine dichiara di aver ricevuto delle richieste specifiche da clienti (35%), stakeholder interni, banche, compagnie assicurative, fornitori e investitori.
Per finanziare i progetti sostenibili, la maggior parte delle PMI guarda ancora alle banche, ma oltre la metà delle rispondenti esprime apertura in merito a nuovi strumenti finanziari, per ora scelti dal 18% delle aziende. La proposizione da parte degli operatori appare comunque abbastanza diffusa: il 54% delle imprese ha ricevuto proposte di strumenti diversi dal credito.
La sostenibilità è associata a obblighi legali (il 68% delle PMI è abbastanza o molto d’accordo al riguardo) o alle richieste e aspettative del mercato, ma può diventare anche un fattore competitivo (l’86% è abbastanza o molto d’accordo nel ritenere che la sostenibilità offra questa opportunità) e può contribuire a ridurre rischi rilevanti anche dal punto di vista economico e finanziario (82%).