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Scuola e transizione digitale: l’opinione di famiglie e studenti nell’indagine di BVA Doxa e MyEdu

6 famiglie su 10 sono preoccupate per l’istruzione dei propri figli anche se la tendenza segna una flessione rispetto allo scorso anno scolastico. Buona anche la soddisfazione nei confronti della Scuola considerata moderna/innovativa dal 25% ed efficace/coinvolgente dal 24%.

E i ragazzi? Sognano una scuola senza compiti (più le femmine dei maschi) e 1 su 4 vorrebbe iniziare più tardi la mattina.

È quanto emerge dall’analisi annuale dell’Osservatorio sulla didattica digitale, frutto dello studio “Junior 2023” condotto da BVA Doxa con MyEdu, piattaforma di formazione digitale fondata nel 2013 a Milano, partner del Ministero dell’Istruzione attraverso il protocollo d’intesa “per la realizzazione di azioni a supporto dell’innovazione didattica e digitale nella Scuola Italiana”.

Il 25% dei genitori intervistati definisce il sistema scolastico italiano moderno/innovativo o efficace/coinvolgente (24%). Viceversa, il 40% lo considera vecchio/obsoleto (21%) e noioso/pesante (19%). La percezione di negatività è dichiarata in modo più significativo dai genitori dei ragazzi della scuola secondaria.

Rispetto all’anno scolastico 2021/2022, i genitori sembrano anche un po’ meno preoccupati verso il futuro dei propri figli: segnano un +11% i genitori che si dicono sereni, anche se restano in netta minoranza rispetto a quelli preoccupati (65%). Parallelamente, aumentano le richieste per attività che rendano più stimolante lo studio a Scuola, con il 52% che suggerisce l’inserimento di laboratori tecnologici nell’orario scolastico.

La didattica digitale integrata che è stata introdotta nel post pandemia ha nel complesso migliorato la percezione dell’alleanza scuola-famiglia. Il 46% dei genitori dichiara che sia migliorata (molto o abbastanza), il 39% mantiene una posizione neutra. In linea generale apprezzamenti nella direzione del miglioramento arrivano soprattutto dai genitori dei ragazzi della scuola secondaria e residenti nel Nord Est.

Allineata a questo panorama la soddisfazione per il livello di innovazione della scuola del figlio: il 42% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto e un genitore su due si colloca su un livello di soddisfazione intermedio (47%). I risultati sono trasversali alla tipologia di scuola e all’area geografica.

Il punto di vista dei ragazzi sulla scuola.

La materia preferita dagli studenti rimane la matematica, ma a sorpresa arte e immagine sale al terzo posto, guadagnando il podio dietro all’italiano. I ragazzi sognano una scuola senza compiti: a sorpresa, più le femmine dei maschi.

Per i genitori il PC vince sul tablet. Guardando nello specifico ai supporti alla didattica che possono arrivare dei device digitali, in base alla propria esperienza e al parere del figlio, i genitori individuano il computer quale strumento più utile per incrementare l’efficacia della didattica (37%), seguito dal tablet (20%) e, molto distanziata al terzo posto, si colloca la LIM (11%). Computer e smartphone considerati più validi tra i genitori dei ragazzi della scuola secondaria.

Ma com’è la scuola dei sogni per i ragazzi? Il 43% la vorrebbe senza compiti, per 1 su 4 dovrebbe iniziare più tardi, il 20% ritiene che la scuola dovrebbe avere più dotazioni tecnologiche, come pc e tablet. Infine, il 19% la vorrebbe senza esami.

Nota metodologica – Ii dati emergono da due ricerche condotte in parallelo da MyEdu e da BVA Doxa. I dati dell’Osservatorio nazionale sulla didattica digitale sono stati raccolti su un campione rappresentativo di oltre 5.400 famiglie italiane nell’anno scolastico 2022/2023 con figli nelle scuole materne, elementari e medie, di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Puglia.

Insieme ai dati dell’Osservatorio, MyEdu ha anche incrociato i numeri dell’indagine condotta insieme a Bva Doxa, e frutto di 805 interviste a ragazzi tra i 5 e i 13 anni, rappresentative dell’universo di riferimento, realizzate presso il domicilio degli intervistati nel periodo tra il 20 febbraio – e il 17 marzo 2023.

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