Oggi gli Italiani guardano alla sostenibilità ambientale con crescente scetticismo, si aspettano azioni concrete e immediate per poter credere davvero nei cambiamenti promossi dai brand. Lo rivela la survey sulla percezione dell’impatto ambientale della digitalizzazione bancaria condotta da BVA Doxa tra il 15 e il 25 settembre 2024 su un campione 1000 intervistati e presentata durante il Forum Banca organizzato da IKN.
Secondo la ricerca, il settore energetico emerge come il più inquinante, indicato dal 42% degli intervistati. Seguono il settore dei trasporti (23%) e quello industriale e manifatturiero (22%). In fondo alla classifica si trova il settore finanziario e bancario, percepito come poco inquinante, con solo il 2% degli intervistati che lo ritiene il più inquinante.
Tuttavia, la percezione dell’impatto ambientale della digitalizzazione bancaria solleva interrogativi significativi. Quando si chiede agli italiani di valutare l’impatto ambientale delle infrastrutture tecnologiche utilizzate dalle banche, come server e data center, solo l’11% ritiene che sia basso. Al contrario, una maggioranza significativa (49%) considera questo impatto moderato o alto.
Inoltre, il 42% degli intervistati ritiene che i processi di digitalizzazione bancaria contribuiscano molto o moderatamente all’inquinamento ambientale.
Infine, quando si confronta l’impatto ambientale complessivo della digitalizzazione bancaria rispetto ai servizi tradizionali, emerge che il 31% degli intervistati considera l’impatto della digitalizzazione simile a quello dei servizi tradizionali.