Pasta: boom di consumi con il lockdown

Buona, sana, gratificante. La pasta è una vera e propria certezza sulla tavola degli italiani e nei duri mesi del lockdown ha rappresentato il “comfort food” per eccellenza. 6 italiani su 10 infatti la mangiano ogni giorno, ma oltre il confine anche francesi, tedeschi, inglesi e americani sembrano apprezzarla particolarmente. In tutti i Paesi indagati, la maggioranza della popolazione la consuma in media da 1 a 4 volte a settimana, in percentuali che variano dal 56% degli americani all’85% dei francesi, passando per il 61% dei tedeschi e il 71% dei francesi. E ogni paese ha il proprio formato preferito: corta e rigata in Italia, lunga in UK e USA, fresca per i tedeschi e corta e liscia per i francesi. Su una cosa sono però tutti d’accordo: la pasta made in Italy è la prima scelta nella dispensa globale.

È questa la fotografia scattata da Doxa per Unione Italiana Food e Agenzia ICE nella sua ricerca  “Il consumo di pasta durante il lockdown”.

Il 2020 – tristemente segnato dall’emergenza sanitaria globale – non ha fermato l’amore globale per la pasta. E’ quanto emerge dallo studio “Il consumo di pasta durante il lockdown”, realizzato in occasione del World Pasta Day da Doxa per Unione Italiana Food e Agenzia ICE. L’analisi si è basata su un campione di oltre 5mila persone in Italia, Germania, Francia, UK e USA. Cinque Paesi che, complessivamente, rappresentano più di un terzo del consumo mondiale di pasta e i primi mercati di riferimento per la pasta italiana.

PIÙ PASTA DURANTE IL LOCKDOWN – 1 persona su 4 ha aumentato il consumo di pasta durante i mesi di lockdown, scegliendola come “piatto del cuore”, buono, sano, pratico e sostenibile, proprio nel momento più difficile.

In Italia l’amore per la pasta non mostra cedimenti: la mangiano tutti (98%) con 23,1 kg procapite annui. E circa 6 italiani su 10, in tutte le fasce di età e con un picco al centro-sud, la portano in tavola tutti i giorni. Ma, sorprendentemente, la consumano anche tutti (o quasi) i francesi, i tedeschi e gli inglesi. Per non parlare dei 9 americani su 10, un dato incredibile se pensiamo che gli USA sono la patria delle diete iperproteiche. Va detto che in questi Paesi la media di consumo procapite è più bassa rispetto all’Italia (9 kg all’anno negli USA, 8 in Francia e Germania, 3,5 nel Regno Unito).

PASTA OGNI SETTIMANA – Un altro dato sorprendente è legato alla frequenza con cui la pasta viene portata in tavola all’estero: in tutti i Paesi indagati, la maggioranza della popolazione mangia pasta in media da 1 a 4 volte a settimana, in percentuali che variano dal 56% degli americani all’85% dei francesi, passando per il 61% dei tedeschi e il 71% dei francesi. Addirittura, ben 6 americani su 100 e 7 francesi su 100 la mangiano tutti i giorni. I perché di questa scelta si rintracciano tanto nella sfera della razionalità quanto in quella della gratificazione: in tutti i paesi, soprattutto secondo i francesi, il motivo principale è che “si conserva facilmente e a lungo” (59%). A seguire il fatto che “è buona e mangiare un alimento gratificante aiuta sempre nei momenti difficili” (40%), in particolare per italiani e tedeschi. Inoltre, “piace a tutti e fa sentire uniti” (22%). E ancora, hanno consumato più pasta perché “è un alimento sano” (25%), sostenendo che una cucina del benessere è un plus durante emergenze sanitarie come il Covid.

LA PASTA TRA TRADIZIONE E VOGLIA DI SPERIMENTARE – Il lockdown ha (in parte) cambiato il rapporto degli appassionati con la pasta, tra certezze confermate e voglia di sperimentare. Il 26% del campione (con punte in Italia e Francia) ha preparato ricette della tradizione e di famiglia, per trovare conforto in un momento incerto; Il 21% ha preparato ricette più elaborate, avendo più tempo libero a disposizione; e ancora, hanno sperimentato “nuove ricette e nuovi metodi di cottura” (20%); hanno acquistato, specie italiani e francesi, “nuovi formati e tipologie di pasta come quella integrale, di legumi, senza glutine”, (15%). Tra le curiosità, il 10% degli americani ha ordinato la pasta con il food delivery. Germania (51%) e USA (43%) sono i paesi con più consumatori “conservatori” che non hanno modificato le loro abitudini.

LUNGA O CORTA: IL DERBY DEI FORMATI – Dalla ricerca emerge che ogni paese ha il suo formato preferito: gli italiani preferiscono la pasta corta e rigata, mentre inglesi e americani quella lunga. I tedeschi quella fresca (ripiena e non). I francesi, invece, sono i maggiori estimatori della pasta corta e liscia.

Su una cosa tutti o quasi sono d’accordo: la qualità della pasta italiana non è in discussione. E infatti la pasta made in Italy è la prima scelta nella dispensa globale. È la preferita per il 72% delle famiglie inglesi, il 68% di quelle francesi, il 54% di quelle tedesche e il 48% negli Stati Uniti.

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