L’Italia si distingue (e non positivamente) nei risultati della nuova Worldviews Survey realizzata da WIN – Worldwide Independent Network of Market Research – dedicata alla percezione globale della parità di genere sul posto di lavoro, con risultati che evidenziano una situazione decisamente più critica rispetto alla media mondiale. L’indagine di quest’anno raccoglie le opinioni e le convinzioni di 35.515 individui in 40 Paesi, tra cui l’Italia per cui la ricerca è stata condotta da Doxa.
Nel nostro Paese, solo il 38% degli intervistati ritiene che la parità di genere sia stata raggiunta sul lavoro, mentre la maggioranza (58%) percepisce ancora forti squilibri. A pesare maggiormente sono le differenze di genere: il 46% degli uomini considera l’uguaglianza già raggiunta, contro appena il 31% delle donne, che segnalano esperienze di discriminazione più diffuse.
Anche il fattore anagrafico e territoriale gioca un ruolo importante: i più giovani (under 35) e gli over 65 sono i più scettici, mentre la percezione più positiva si registra nella fascia 35-54 anni. A livello geografico, emergono divari netti: valori più bassi al Nord-Est e Centro (31-32%) e più alti al Nord-Ovest e Sud + Isole (42-43%).
Uno scenario analogo si osserva anche nella politica: solo il 38% degli italiani pensa che la parità sia stata raggiunta, con una differenza marcata tra uomini (46%) e donne (30%). Sul fronte familiare, invece, le percezioni risultano più positive: quasi sei italiani su dieci (59%) ritengono che in casa ci sia equilibrio tra i generi, con divari meno accentuati tra uomini e donne.
Lo scenario globale
A livello mondiale, la situazione appare più ottimistica. L’indagine, condotta su 35.515 individui in 40 Paesi, mostra che il 59% delle persone ritiene che la parità di genere sul lavoro sia stata raggiunta almeno in parte, con un miglioramento rispetto al 2019, quando la percentuale era del 34%.
Tuttavia, l’analisi evidenzia chiaramente che questo progresso è trainato soprattutto dagli uomini: il 64% di loro sostiene che l’uguaglianza è già realtà, contro il 35% delle donne, che continuano a percepire squilibri significativi.
Anche le differenze regionali e demografiche contano:
- Gli abitanti dell’area APAC sono i più ottimisti (66%), seguiti da Americhe (58%) e MENA (57%). Gli europei restano i più scettici (55%).
- I giovani (25-34 anni) mostrano maggiore fiducia (62%), mentre tra gli over 65 il dato scende al 50%.
- I più istruiti e chi lavora a tempo pieno tendono a essere mediamente più ottimisti

