Il benessere degli italiani passa dalla ricerca di un equilibrio tra mente e corpo, tra ‘stare bene’ e ‘sentirsi bene’ e richiede oggi il supporto di nuove e specifiche figure professionali.
È quanto emerge dalla survey BVA Doxa realizzata per la IV edizione dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030” realizzato da Groupama Assicurazioni – prima filiale estera di Groupama, Gruppo assicurativo e bancario di dimensione internazionale.
L’Osservatorio che ha l’obiettivo di indagare i principali trend che entro il 2030 cambieranno le abitudini di vita degli individui, quest’anno ha analizzato l’approccio dei nostri connazionali ai temi della salute e del benessere, per comprendere come questo evolverà nei prossimi 10 anni, con un focus sulle principali paure che stanno emergendo in quest’ambito.
La ricerca, condotta nel mese di aprile 2024. e realizzata con 1.000 interviste online su un campione rappresentativo della popolazione italiana, tra i 18 ed i 74 anni, evidenzia che per quasi 1 italiano su 2 (45%), infatti, la salute rappresenta un complesso equilibrio da raggiungere, che riguarda non solo il corpo ma anche la mente.
Oggi, più della metà della popolazione (52%) si dichiara soddisfatta del proprio stato di salute, sia fisico che psicologico, e mostra grande attenzione al tema della prevenzione: il 66% del campione intervistato fa periodicamente analisi del sangue/urine; il 47% si sottopone a screening di controllo; il 44% fa regolare attività fisica. Solo per il 16% degli intervistati, il medico di base rimane il principale ed unico riferimento in ambito salute, mentre per il 36% rappresenta una figura centrale ma non l’unica. Infatti quasi 9 italiani su 10 (88%) dichiarano di aver fatto ricorso anche al consulto di medici specialistici negli ultimi anni, tra cui soprattutto: fisioterapista/osteopata/massoterapista (34%), nutrizionista (27%) e psicologo (21%).
Sa un lato emerge fiducia verso il sistema sanitario attuale del Bel Paese, dall’altro gli intervistati evidenziano aree dove è richiesto qualche miglioramento come ad esempio: maggior accesso alle prestazioni sanitarie in via digitale (per il 60%); migliori servizi di assistenza nella rete scolastica (38%) e ancora la disponibilità di uno “psicologo di base” al fianco del medico di famiglia (35%) o di un consulto medico online in tempo reale (34%).
Guardando al futuro, infatti, oltre 4 italiani su 10 (42%) manifestano il timore di dover assistere al peggioramento delle proprie condizioni fisiche senza poter ricorrere alle cure necessarie: una paura che condiziona il 65% degli intervistati, i quali dichiarano di aver già sottoscritto (32%) o pensano di sottoscrivere (33%) un’assicurazione sanitaria.
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