Navigare l’incertezza: perché a volte le decisioni semplici sono le più intelligenti

Sintesi dell’episodio del podcast BE Good di BVA, dedicato al libro “Management Intelligente: come i leader prendono buone decisioni in un mondo incerto”, con il professor Gerd Gigerenzer, tra i massimi esperti internazionali nel campo delle scienze del comportamento.

Nel contesto economico e sociale odierno, sempre più imprevedibile e complesso, il tema del processo decisionale assume un’importanza cruciale. Nell’episodio del podcast BE Good, Gerd Gigerenzer — psicologo tedesco di fama internazionale, direttore emerito del Max Planck Institute e attualmente alla guida dell’Harding Center for Risk Literacy — esplora una prospettiva controintuitiva ma sorprendentemente efficace: in condizioni di incertezza, le decisioni migliori non sono necessariamente quelle più complesse.

Che cos'è l'incertezza (e perché è diversa dal rischio)

Un punto di partenza essenziale è distinguere il concetto di incertezza da quello di rischio. Il rischio è ciò che possiamo calcolare: conosciamo le alternative, le probabilità e le possibili conseguenze. È il mondo delle assicurazioni, dei giochi d’azzardo, dei modelli matematici. 

L’incertezza, invece, descrive situazioni in cui non conosciamo né tutte le alternative, né le probabilità, né gli esiti possibili. È il mondo reale in cui operano i manager, i leader politici, i medici: un mondo aperto, mutevole, dove spesso i dati sono insufficienti o ambigui. In questi contesti, strumenti decisionali pensati per situazioni di rischio possono risultare inadeguati.

Le euristiche: strumenti essenziali per decidere nell'incertezza

Gigerenzer propone un modello più aderente alla realtà: fare uso di euristiche, ovvero regole pratiche e snelle che riducono la complessità decisionale focalizzandosi su pochi elementi rilevanti. Lungi dall’essere scorciatoie superficiali, le euristiche sono strategie adattive che si sono evolute per funzionare in ambienti incerti. Spesso sono più robuste, rapide e affidabili di approcci analitici, soprattutto quando i dati disponibili sono incompleti o rumorosi.

Un esempio emblematico è il premio Nobel Harry Markowitz, che nella sua vita personale scelse di distribuire i propri investimenti in modo equo (“1 su n”) — una regola sorprendentemente efficace, anche rispetto al modello di ottimizzazione che egli stesso aveva sviluppato. Questa visione si fonda sul concetto di razionalità ecologica, che valuta una decisione non in base alla sua coerenza interna, ma alla sua efficacia in un determinato ambiente. In breve: una decisione è razionale se funziona nel contesto in cui viene applicata.

Una critica alla visione dominante: davvero le euristiche sono errori?

Gigerenzer propone anche una rilettura critica della prospettiva dominante in economia comportamentale, che tende a classificare molte euristiche come fonti di errore sistematico, i cosiddetti “bias cognitivi”. Secondo questo approccio, l’essere umano sarebbe un decisore fallace, incapace di seguire i principi della logica e della probabilità.

Pur riconoscendo l’esistenza di tali fenomeni, Gigerenzer ribalta l’impostazione: molti comportamenti giudicati irrazionali nei laboratori sono, nella realtà, adattamenti efficaci a contesti incerti. Ciò che in condizioni controllate sembra un errore, in ambienti complessi può essere una risposta efficiente e vantaggiosa.

È il caso, ad esempio, dell’uso selettivo delle informazioni: ignorare alcuni dati può ridurre l’errore di stima in contesti ad alta variabilità. In questi casi, una strategia semplice, focalizzata su un solo indicatore affidabile, può superare modelli più sofisticati, spesso vulnerabili al rumore. Razionalità ecologica significa proprio questo: valutare la qualità di una strategia non in astratto, ma rispetto alla sua performance nel mondo reale.

La cassetta degli attrezzi adattiva: un repertorio flessibile di strategie

Gigerenzer descrive l’essere umano come dotato di una vera e propria cassetta degli attrezzi mentale, composta da un insieme variegato di euristiche. La loro efficacia dipende dalla capacità di scegliere, in modo consapevole o intuitivo, la regola giusta per il problema specifico.

Tra gli strumenti citati nel podcast troviamo:

  • “1 su n”: suddividere equamente risorse tra le opzioni disponibili quando mancano dati affidabili. Esempio: un investitore alle prime armi distribuisce il capitale in parti uguali tra diversi fondi, anziché cercare di prevederne i rendimenti.
  • Euristica della “singola informazione decisiva”: basarsi su un solo indicatore rilevante per prendere una decisione. 
  • Alberi decisionali semplici (fast and frugal trees): prendere decisioni seguendo una sequenza ordinata di domande binarie. Esempio: un medico di pronto soccorso valuta rapidamente la gravità di un trauma seguendo un protocollo decisionale che si ferma non appena viene identificata una condizione critica.
  • Euristiche sociali: sfruttare le informazioni trasmesse attraverso il passaparola o l’imitazione selettiva. Esempio: in un team di progetto, un membro adotta uno strumento già scelto dai colleghi più esperti, confidando nella loro competenza.
  • Euristica del tempo trascorso (hiatus heuristic): giudicare la probabilità di comportamento futuro sulla base dell’intervallo temporale dall’ultima azione. Esempio: un’azienda considera inattivo un cliente che non effettua acquisti da più di sei mesi, basandosi su uno schema comportamentale ricorrente.
  • Uso dell’ultimo dato disponibile: affidarsi all’informazione più recente in assenza di un modello complesso.

Queste euristiche non sono regole universali, ma strumenti da selezionare in base alla struttura del problema. Ed è proprio questa capacità di adattamento che rende il modello particolarmente solido nei contesti reali.

L’intuizione: una forma di intelligenza (non un errore)

Un altro concetto centrale è quello di intuizione, che Gigerenzer definisce come una forma di intelligenza basata sull’esperienza. L’intuizione si manifesta come una sensazione rapida, difficile da spiegare, ma spesso fondata su anni di pratica e su un contesto ben conosciuto.

Contrariamente all’idea che l’intuito sia in contrasto con la razionalità, Gigerenzer lo descrive come complementare al pensiero analitico. In molte grandi aziende, ha osservato che fino al 50% delle decisioni strategiche viene presa in modo intuitivo, anche se raramente dichiarato apertamente. La ragione? Responsabilità e timore di giudizio: ammettere di aver deciso “di pancia” implica esporsi. 

Promuovere una cultura che valorizzi l’esperienza e riduca la paura dell’errore

Per migliorare la qualità delle decisioni organizzative, non basta disporre di buoni strumenti: occorre anche una cultura del decision making che riconosca il valore dell’intuizione, legittimi l’uso delle euristiche e promuova una sana gestione dell’errore.

Nel podcast vengono citati esempi pratici, come la CEO di un’azienda sanitaria che ha introdotto una “carta per uscire di prigione” simbolica per i manager: un segnale chiaro che prendere decisioni rischiose per il bene dell’organizzazione è legittimo, anche quando il risultato non è quello atteso.

In altri contesti, come il centro di ricerca diretto da Gigerenzer, momenti informali di scambio quotidiano (come la pausa caffè) diventano spazi fertili per la costruzione della fiducia e la nascita di idee.

Intelligenza artificiale e psicologia umana: alleati, non concorrenti

Il dialogo si chiude con una riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana. Secondo Gigerenzer, gli algoritmi complessi funzionano molto bene nei cosiddetti “mondi stabili” – contesti dove le regole sono note, i dati sono affidabili e le condizioni restano relativamente costanti, come nei giochi da tavolo o nella previsione linguistica.

Ma il mondo reale è ben diverso: è un “mondo instabile”, dove regole e dati sono spesso incerti, incompleti o soggetti a cambiamento. In questi contesti, Gigerenzer osserva che strategie semplici ispirate all’esperienza umana possono essere più efficaci di modelli sofisticati.

Da questa intuizione nasce il concetto di intelligenza artificiale psicologica: un approccio che si basa non su calcoli complessi, ma sulle euristiche che gli esseri umani esperti usano per orientarsi nell’incertezza. Tradotte in algoritmi semplici, queste strategie risultano più adattabili e – soprattutto – più trasparenti.

La trasparenza, infatti, è un elemento cruciale. Se un algoritmo è troppo complesso da capire, le persone non riescono a comprendere perché è stata presa una certa decisione (ad esempio, perché hanno ricevuto un punteggio di credito basso o un’offerta mirata). Questo genera frustrazione e senso di impotenza.

Al contrario, quando un algoritmo è trasparente – ovvero si basa su regole comprensibili e spiegabili – le persone possono capire le logiche che lo guidano e modificare il proprio comportamento in modo consapevole.

In sintesi

La conversazione con Gerd Gigerenzer è un invito a ripensare radicalmente il modo in cui prendiamo decisioni. In un mondo incerto, non sempre l’analisi perfetta è possibile. E non sempre è necessaria. Le euristiche semplici, se ben selezionate, possono offrire risposte più efficaci, rapide e comprensibili.

È proprio in questo contesto che le scienze comportamentali possono offrire un contributo concreto e strategico alla leadership: non solo aiutano a comprendere come decidono davvero le persone, ma forniscono strumenti per progettare ambienti decisionali più efficaci, in cui l’intuizione, l’esperienza e la semplicità possano esprimere tutto il loro potenziale.

Per i leader che operano in mercati complessi e in evoluzione, integrare questi principi nella cultura organizzativa significa passare da un modello reattivo a uno più adattivo, capace di valorizzare le competenze umane e costruire fiducia, agilità e resilienza.

Per approfondire l’argomento e ascoltare la conversazione completa con Gerd Gigerenzer, clicca qui per il podcast BE Good

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WHISTLEBLOWING

Doxa, socio fondatore ASSIRM e Società Benefit, da sempre promuove una cultura aziendale ispirata ai valori etici di responsabilità, integrità e trasparenza nella gestione del business interni e nei rapporti con i vari stakeholder.

In quest’ottica, in ottemperanza al D.Lgs. 10 marzo 2023 n. 24, ha definito e adottato una Policy di Whistleblowing che prevede canali dedicati e modalità di gestione delle segnalazioni di condotte illecite e reati nei luoghi di lavoro che garantiscono riservatezza e tutela del segnalante.

Tutte le segnalazioni vengono gestite, inoltre, secondo un processo definito che garantisce obiettività di analisi e responsabilità nella gestione affidata a una funzione indipendente ed esterna.

Le segnalazioni possono avere a oggetto ogni notizia relativa a possibili violazioni di legge.

Possono fare segnalazioni tutti i dipendenti, i collaboratori e gli altri soggetti terzi che interagiscono nel contesto lavorativo di Doxa (es. consulenti, liberi professionisti, ecc.).

 

Contatto per inviare una segnalazione: whistleblowing_bvadoxa@legalmail.it

1. POLITICA PER LA PARITÀ DI GENERE

DOXA S.p.A., Società Benefit, d’ora in poi nel documento definita come “BVA DOXA”, persegue l’obiettivo di creare un ambiente lavorativo in grado di valorizzare l’unicità di ogni persona e di accogliere la diversità come condizione essenziale per uno sviluppo umano e professionale.

Per questo BVA DOXA si impegna ad adottare la presente Politica per la parità di genere, mirata a valorizzare e tutelare la diversità e le pari opportunità sul luogo di lavoro, puntando sul principio che la parità di genere è sicuramente una delle condizioni essenziali di un qualsiasi sistema meritocratico improntato all’equità e all’inclusione.

La volontà della Direzione nell’ottenere la Certificazione di parità di genere offre la possibilità a tutta l’organizzazione di avere a disposizione uno strumento di misurazione oggettivo, sulla base del quale prendere piena coscienza della propria posizione e mantenere un percorso di valorizzazione dei talenti e delle singole competenze, senza alcuna discriminazione di genere.

Attraverso questa policy, BVA DOXA riconosce e garantisce il valore dei principi di parità di genere, diversità e inclusione come parte integrante della propria cultura e della propria azione.

Nel prefiggersi tale finalità, BVA DOXA intende continuare a perseguire l’obiettivo di sostenere e incoraggiare un ambiente di lavoro favorevole alla parità di genere a tutti i livelli, superando ogni stereotipo ed impegnandosi in politiche e azioni volte a:

  • promuovere i principi della gender equality nella gestione delle risorse umane,
  • eliminare ogni eventuale gender gap nella presenza femminile in ruoli chiave e nelle retribuzioni,
  • realizzare iniziative di sensibilizzazione e attività formative finalizzate alla diffusione della cultura dell’equilibrio dei generi,
  • sostenere l’integrazione tra tempi di lavoro e tempi di vita,
  • favorire l’empowerment femminile.

La policy aziendale per la parità di genere e l’inclusione è indirizzata a tutti i soggetti che operano all’interno dell’organizzazione (soci/e, personale dipendente, collaboratori/trici), nonché sostenuta all’esterno, nei confronti dei propri stakeholder (clienti, fornitori, parti sociali, …).

Per le finalità sopra descritte, BVA DOXA definisce un piano di azione per l’attuazione della politica, impostando un sistema di gestione che garantisca nel tempo il mantenimento dei requisiti definiti, misurando gli stati di avanzamento dei risultati attraverso la predisposizione di specifici KPI, dei quali renderà conto nei documenti del sistema di gestione, attraverso il quale mantiene e verifica le azioni pianificate. Il riferimento specifico sono i KPI di cui al punto 5 della UNI/PdR 125:2022, che mostreranno come l’organizzazione progredirà verso gli obiettivi prefissati. 

In linea con i KPI, la Direzione individua il suo impegno in tutte le aree di gestione delle risorse umane, in particolare per quel che riguarda: opportunità di crescita in azienda e parità di retribuzioni; politiche per la gestione della genitorialità e della conciliazione vita-lavoro; politiche di gestione dei processi aziendali. In particolare:

SELEZIONE E ASSUNZIONE 

BVA DOXA si impegna a improntare il processo di selezione e assunzione ai seguenti criteri e principi: 

  • adottare un lessico gender-neutral e inclusivo nella predisposizione e pubblicazione degli annunci relativi alle proprie offerte di lavoro; 
  • garantire che gli unici criteri a guidare il processo di selezione siano professionalità, esperienze, capacità e competenze, escludendo criteri più strettamente personali;
  • assicurare trasparenza in tutte le fasi del processo di selezione ed assunzione, strutturandolo sul rispetto dei principi di equità, conformità con le leggi in materia di pari opportunità, neutralità rispetto al genere e agli stereotipi ad esso legati.

GESTIONE DELLA CARRIERA 

BVA DOXA si impegna a:

  • valutare il percorso di ciascun dipendente attraverso criteri oggettivi, neutrali e inclusivi e rivolgere le opportunità di carriera ed i programmi di sviluppo professionale a tutto il personale indistintamente;
  • valorizzare ogni forma di diversità nei percorsi di sviluppo professionale e nelle promozioni del personale; 
  • sostenere la parità di genere nei processi di inserimento e promozione a ruoli chiave e/o manageriali; 
  • considerare un bilanciamento di genere per l’attribuzione di ruoli e mansioni nelle posizioni di leadership, anche sviluppando formazioni utili a superare disequilibri di leadership tra i generi.

EQUITÀ SALARIALE

BVA DOXA si impegna a:

  • garantire trattamenti retributivi e benefit imparziali, correlati al ruolo, alle responsabilità e ai risultati, e neutrali rispetto al genere; 
  • informare i dipendenti delle politiche retributive adottate, includendo premi e programmi di welfare; 
  • monitorare la neutralità delle politiche di remunerazione rispetto al genere e il mantenimento nel tempo dell’equità retributiva.

GENITORIALITÀ, CURA, WORK-LIFE BALANCE

BVA DOXA si impegna a rispettare i seguenti criteri e principi attinenti il processo volto alla tutela della genitorialità e dei caregiver e, più in generale, alla conciliazione dei tempi vita-lavoro: 

  • garantire l’equilibrio vita-lavoro indistintamente a tutto il personale, esaminando periodicamente le loro esigenze di flessibilità;
  • adottare modelli di lavoro flessibili compatibili con le esigenze organizzative e con l’esperienza di dipendenti genitori e caregiver;
  • valutare nei programmi di welfare aziendale l’inserimento di specifiche misure/servizi di supporto ai dipendenti nelle loro attività genitoriali e di caregiver;
  • tutelare maternità e paternità, curando la relazione tra persona e azienda prima, durante e dopo gli eventi di maternità/paternità.

ATTIVITÀ DI PREVENZIONE DI OGNI FORMA DI ABUSO FISICO, VERBALE, DIGITALE (MOLESTIA) SUI LUOGHI DI LAVORO

BVA DOXA nel processo volto alla prevenzione di qualsiasi tipo di abuso o molestia si impegna a:

  • individuare i rischi relativi ad abusi e molestie e pianificare le azioni di prevenzione in ragione dei rischi individuati; 
  • rendere disponibili canali anonimi e non, per la raccolta e analisi delle segnalazioni inerenti ad abusi e molestie;
  • perseguire comportamenti scorretti ed eventuali reati commessi, adottando un atteggiamento di tolleranza zero nel caso si verifichi qualsiasi forma di discriminazione, molestia o violenza.

La presente politica di parità di genere aziendale è: 

a) definita dalla Direzione e condivisa con il Comitato Guida; 

b) comunicata e diffusa all’interno dell’organizzazione ed alle proprie parti interessate; 

c) oggetto di formazione e sensibilizzazione al management aziendale; 

d) revisionata o confermata periodicamente in fase di revisione sulla base degli accadimenti, dei cambiamenti e dei risultati dei monitoraggi e delle verifiche; 

e) coordinata da una figura responsabile, designata dal management e in possesso di competenze organizzative e di genere. 

Questo documento offre le linee guida per implementare le procedure aziendali per la creazione di un ambiente di lavoro con pari opportunità di genere nell’intero ciclo di selezione del personale, gestione, sviluppo e carriera delle persone in seno all’organizzazione aziendale, compresi gli aspetti gestionali legati all’ambiente di lavoro e alla sua integrazione con le fasi di vita delle persone, fino alla conclusione del rapporto di lavoro.

2. ADOZIONE

La presente politica di parità di genere è:

  • approvata dall’Amministratore Delegato; 
  • resa disponibile sul sito aziendale visionabile all’indirizzo www.bva-doxa.com;
  • resa disponibile nella intranet aziendale e comunicata ai dipendenti per garantire l’adeguata diffusione dei principi di cui al Sistema di Gestione per la Parità di Gene re. 

Tutto il personale di BVA DOXA ha la possibilità di inoltrare eventuali segnalazioni e istanze all’indirizzo e-mail del Responsabile del Sistema di Gestione per la Parità di Genere. 

POLITICA PER LA QUALITÀ

DOXA, Società Benefit, persegue l’obiettivo di organizzare i processi interni di ricerca di mercato in modo da soddisfare costantemente le richieste del Cliente e gli standard riconosciuti ufficialmente, in regime di “QUALITÀ”, attuando gli scopi statutari finanziari e di beneficio comune.

Per fare ciò DOXA si impegna:

  • a progettare, realizzare e controllare i servizi di ricerca di mercato per i propri Clienti in conformità ai più elevati livelli qualitativi consentiti dalle conoscenze scientifiche, dalle tecnologie disponibili e dalla situazione specifica dell’industria delle ricerche al momento della loro realizzazione;
  • a garantire la totale trasparenza di tutte le operazioni e le fasi del processo di ricerca;
  • a stabilire un rapporto diretto con i Clienti allo scopo di fornire loro una ricerca i cui risultati siano utilizzabili in modo ottimale per i loro processi decisionali;
  • a fare in modo che i collaboratori siano i migliori in questa professione, offrendo loro la possibilità di continuare a sviluppare la loro conoscenza ed esperienza;
  • a mantenere e incrementare le procedure di verifica della qualità dei prodotti, dei metodi e degli strumenti di raccolta dei dati;
  • attraverso il supporto di tutte le funzioni aziendali, l’adesione alle procedure per la Qualità e l’attenzione all’efficienza di tutte le fasi del processo di ricerca.

Le responsabilità e gli impegni di DOXA non riguardano solo il rapporto con i propri Clienti, ma anche le relazioni con i pubblici di riferimento quali gli intervistati, le risorse umane interne ed esterne coinvolte nel processo di ricerca, i fornitori, le università, le istituzioni pubbliche e i mezzi di comunicazione, sulla base dei principi ispiratori del Codice Etico-Professionale ASSIRM:

  • Competenza
  • Onestà
  • Partnership
  • Impegno
  • Informazione

La Direzione individua nei seguenti fattori i punti di forza di DOXA:

  • la centralità del Cliente esterno
  • la crucialità del cliente interno
  • la cura e precisione dei metodi di estrazione o selezione dei campioni, nonché delle elaborazioni dei dati
  • la costante attenzione all’evoluzione tecnologica applicabile alle ricerche di mercato
  • l’impegno ad approvvigionarsi di risorse tecniche all’avanguardia, qualora individuate come qualitativamente importanti per il settore delle ricerche.

La Direzione ha individuato nello sviluppo del Sistema di Gestione per la Qualità in conformità con la norma UNI EN ISO 9001:2015 uno strumento efficace per soddisfare i bisogni dei Clienti e si impegna a migliorare in via continuativa l’efficacia del proprio Sistema di Gestione per la Qualità, anche attraverso la soddisfazione e il miglioramento degli standard di Qualità fissati da ASSIRM, il rispetto del Codice Etico-Professionale ASSIRM, delle normative e linee guida ESOMAR, dei regolamenti e delle leggi e direttive cogenti applicabili.

A tal fine, la Direzione si impegna a definire e riesaminare gli Obiettivi per la Qualità in termini misurabili e coerenti con la Politica per la Qualità e a riesaminare periodicamente gli Obiettivi e la Politica stessa, al fine di assicurarne la continua idoneità e appropriatezza agli scopi dell’organizzazione, individuando tutte le azioni necessarie per affrontare i rischi e le opportunità derivanti dalle analisi del contesto in cui opera l’organizzazione medesima e delle aspettative ed esigenze delle parti interessate (Clienti, Soci, Dipendenti, Fornitori, etc.).

La Direzione si impegna ad adottare tutte le misure necessarie ad assicurare che questa Politica per la Qualità sia diffusa, compresa, attuata a tutti i livelli dell’organizzazione e venga aggiornata per il raggiungimento di un livello di qualità delle ricerche sempre superiore.

Il nostro nuovo Website Ipsos Doxa ha cambiato indirizzo: www.ipsos.com

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