L’aumento del costo della vita sta trasformando le abitudini economiche delle famiglie in tutto il mondo. Secondo i dati della Worldviews Survey di WIN, sette persone su dieci dichiarano di aver già tagliato le spese o di prevedere di farlo nei prossimi mesi — un segnale chiaro dell’impatto dell’incertezza economica globale.
In tutti i 40 Paesi coinvolti nell’indagine — tra cui l’Italia, con dati raccolti da BVA Doxa — almeno una persona su due dichiara di aver già ridotto i propri consumi o di essere pronta a farlo a breve. Una scelta dettata non solo dalla necessità di rimanere nel budget familiare, ma anche dal desiderio di tutelare il benessere proprio e della propria famiglia in un contesto di crescente incertezza.
Ogni Paese racconta una storia diversa
Pur all’interno di un trend condiviso, le famiglie di ogni Paese vivono questa fase con intensità diverse.
Ai vertici della classifica troviamo Grecia (86%), Malaysia (83%), Filippine (82%) e Irlanda (79%), dove oltre 4 persone su 5 hanno già modificato – o intendono modificare – i propri comportamenti economici.
L’Italia, con un dato complessivo del 77%, si colloca tra i Paesi europei più inclini a ridurre i consumi, accanto a Croazia (78%) e Irlanda (79%). All’estremo opposto, troviamo Paesi Bassi (50%), Slovenia (56%), Cina (55%), Norvegia (57%), Finlandia, Svezia (60%), Polonia (63%) e Francia (64%).
I dati raccolti da BVA Doxa per l’Italia confermano il trend globale: il 40,2% degli intervistati ha già ridotto le spese o prevede di farlo (37,3%) nei prossimi mesi. Solo una minoranza (14,7%) dichiara di non avere intenzione di tagliare i consumi. Una fotografia che mostra come anche nel nostro Paese le famiglie stiano affrontando una pressione economica crescente, adottando strategie di contenimento per far fronte all’aumento dei prezzi.
Il Sud e le Isole mostrano la percentuale più elevata di famiglie che hanno già ridotto i consumi (44,5%), seguiti dal Centro (43,7%).
Le aree settentrionali, invece, si fermano al 35,6% (Nord Ovest) e 35,9% (Nord Est).
Sempre al Nord si registra una maggiore fiducia nel futuro: la quota di chi non prevede di tagliare le spese raggiunge il 15,8% al Nord Ovest, contro l’11,2% al Centro e il 10,9% al Sud.
Le donne più attente al saving in Italia e nel mondo
Il peso dell’inflazione si fa sentire in modo più marcato tra le donne, sia a livello globale che nazionale.
Nel Mondo, il 40% delle donne dichiara di aver già ridotto le spese, con una particolare incidenza nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni.
In Italia, la quota sale al 43,2%, contro il 37% degli uomini. Anche nelle intenzioni future si rileva una leggera differenza: il 38,6% degli uomini prevede nuovi tagli contro il 36% delle donne. Nel campione italiano la fascia 45-54 anni è quella dove si registra la quota più alta di chi ha già ridotto le spese (47,9%), seguita dai 55-64enni (41,9%) e dagli over 74 (38,7%).
I giovani tra i 18 e i 24 anni, invece, mostrano un comportamento più dilazionato: solo il 35,7% ha già operato dei tagli, ma il 38,7% prevede di farlo a breve.