La maggioranza della popolazione mondiale dice di preferire la qualità della vita alla sua durata, quasi la metà è ottimista su un futuro lungo e in salute — eppure solo un terzo pianifica concretamente come affrontare la vecchiaia. Lo evidenzia la ricerca WIN Worldwide Independent Network of Market Research – che ha coinvolto 35.515 persone in 40 Paesi, tra cui l’Italia – per cui Doxa ha curato la survey. L’indagine ha restituito uno spaccato aggiornato e approfondito su come la popolazione mondiale stia ridefinendo priorità e aspettative in tema di salute, invecchiamento e vita familiare.
Le principali evidenze
Vivere a lungo sì, ma soprattutto vivere bene
Il dato più evidente? Il 59% delle persone nel mondo afferma di dare più importanza alla qualità della vita che alla sua durata. Una tendenza che cresce con l’età (dal 56% tra i giovani al 62% tra gli over 65) e con il livello di istruzione (dal 55% tra chi ha un’istruzione di base al 63% tra chi possiede un Master o un dottorato).
Tra i Paesi dove la qualità della vita è più apprezzata spiccano Paraguay (77%), Turchia (75%) e India (75%). Al contrario, l’idea riscuote meno entusiasmo in Polonia (37%), Costa d’Avorio (41%), Francia (46%) e Giappone (47%). L’Italia si posiziona al 29 esimo posto (su 40 paesi) con il 54%.
Tuttavia, solo il 35% delle persone nel mondo dichiara di pianificare attivamente la propria vecchiaia, ad esempio attraverso la gestione finanziaria o decisioni sanitarie anticipate. Un divario significativo tra convinzione e azione. I più preparati? Indonesia (61%), Cina (59%) e India (55%). I meno? Giappone (12%) e Francia (19%). L’Italia si colloca al 25esimo posto con il 29%.
C’è ottimismo, ma non ovunque
A livello globale, quasi una persona su due (46%) si dice ottimista riguardo alla possibilità di vivere una vita lunga e in salute. Tuttavia, questa fiducia cala con l’età: dal 49% tra i 18-34enni al 42% tra gli over 65. Anche il livello d’istruzione influenza la percezione: più si studia, meno si è ottimisti (53% tra chi ha un’istruzione di base vs. 46% tra i più istruiti).
I Paesi più fiduciosi nel futuro? Thailandia (83%), Indonesia (77%) e Vietnam (74%). Meno ottimismo invece in Giappone (11%) e Corea del Sud (26%). In questa classifica l’Italia si colloca a metà con il 19%.
In molti vedono in tecnologia e innovazione medica i principali alleati per allungare la vita. Quattro persone su dieci credono che i progressi in questi ambiti potranno allungare significativamente la speranza di vita entro la loro epoca. I più convinti sono in Cina (65%), Messico (60%) e India (59%). In Italia il 49% degli intervistati crede che la tecnologia e i progressi medici allungheranno significativamente l’aspettativa di vita umana nella mia vita.
Genitorialità: una scelta non più scontata
Un cambiamento profondo emerge anche sul fronte della genitorialità. Il 16% delle persone nel mondo non ha figli e non intende averne, ma tra i giovani adulti (18-24 anni) la percentuale sale al 22%.
La tendenza è più marcata tra le donne e cresce al crescere del livello di istruzione: tra le donne con titoli accademici avanzati, una su cinque (20%) non vuole figli, contro il 10% tra quelle con istruzione di base. In Thailandia, questa percentuale raggiunge numeri record: il 38% delle donne e il 36% degli uomini afferma di non voler diventare genitore.
In controtendenza, in Paesi come il Vietnam o la Costa d’Avorio, l’idea di rimanere senza figli è quasi assente.