Lo stato emotivo degli italiani durante il lockdown

La quarantena mette a dura prova il morale degli italiani, che provano principalmente preoccupazione (62%) e incertezza (57%). Ma nella crisi c’è anche spazio per la speranza, che accomuna il 45% degli italiani.  

Sul fronte della fiducia nelle istituzioni, la maggioranza degli italiani continua a fidarsi del Sistema Sanitario Nazionale, degli ospedali, dei presidenti di regione e del Governo, ma in misura minore rispetto all’inizio dell’emergenza.

Questo è quanto emerge dall’ultima ricerca BVA Doxa sulle opinioni e previsioni degli italiani all’epoca del Coronavirus, che nella sua terza e quarta wave ha dedicato un focus allo stato emotivo degli italiani.

Con il protrarsi della quarantena per contrastare l’emergenza sanitaria in corso, la vita di tutti i giorni degli italiani è stata stravolta, generando un forte senso di incertezza, un calo di fiducia nelle istituzioni e sensazioni come noia e affaticamento. Un carico di emozioni negative che potrà lasciare degli strascichi e che non potrà essere trascurato a livello sociale. Nonostante questo, però, gli italiani si dimostrano resilienti: la speranza verso una risoluzione o un cambiamento nelle prossime settimane è infatti in crescita.

Questo è quanto emerso dall’ultimo sondaggio condotto in Italia da BVA Doxa relativamente ai principali impatti sulla popolazione italiana determinati dalla recente diffusione del virus Covid-19. La ricerca – condotta su un campione rappresentativo di 1003 italiani nel periodo 17-20 aprile 2020 – ha dedicato, tra le varie tematiche, un focus particolare allo stato emotivo degli italiani durante il lockdown. L’indagine è la quarta wave di un osservatorio settimanale partito lo scorso 20 marzo che sta analizzando in maniera continuativa alcune tematiche e ne integrerà altre ad hoc nel corso delle settimane.

ITALIANI IN QUARANTENA: MORALE QUASI SUFFICIENTE – Messo a dura prova dal lockdown prolungato, il morale degli italiani sfiora la sufficienza. In una scala di voti da 1 a 10, infatti, gli italiani valutano il proprio morale con un 5.9 di media, dato aggregato che è frutto di un 44% di valutazioni medie (tra il 6 e il 7), di un 22% di valutazioni alte (tra l’8 e il 10) e di un 34% di valutazioni basse (da 0 a 5). Il giudizio complessivo è comunque migliore rispetto a quello rilevato dalla terza wave del sondaggio di BVA Doxa – condotta nel periodo 3-7 aprile – quando gli italiani assegnavano al proprio morale un 5.6 di media, in cui si evidenziava una quota consistente (il 41%) di valutazioni basse tra lo 0 e il 5.

INCERTEZZA E PREOCCUPAZIONE LE EMOZIONI PIÙ COMUNI, MA CRESCE LA SPERANZA – Con lo stravolgimento della vita quotidiana imposto dalla quarantena, sempre più italiani avvertono emozioni negative. Il 62% si dice preoccupato, mentre il 57% avverte incertezza. In questo carico di emozioni con valenza negativa, quelle che coinvolgono gli italiani in maniera più energica sono stress (29%), ansia (29%), paura (25%) e rabbia (18%). Tra le emozioni che invece stimolano lo sconforto – uno stato emotivo a valenza negativa con bassa attivazione di energia – prevalgono noia (31%), stanchezza (31%), tristezza (35%) e depressione (16%). Ma non manca un carico di sensazioni positive a sostegno della resilienza degli italiani di fronte alla crisi: il 45% si dice speranzoso, mentre il 18% e il 17% prova fiducia e positività. Decisamente minoritario il sentimento di contentezza, composto da emozioni come dinamismo (5%), felicità (4%) e divertimento (2%). In generale, l’89% degli italiani prova emozioni di distress, il 67% (+3% rispetto alla terza wave) sconforto e il 53% speranza (+4% rispetto alla terza wave). Anche la contentezza è in crescita – +3% rispetto alla precedente rilevazione – ma si attesta comunque su livelli bassi (10%).

FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI: ALTA, MA IN CALO – Rispetto all’inizio dell’emergenza, quando la quasi totalità degli intervistati (l’89% e l’83% nel periodo 20-24 marzo) riponeva fiducia nel Sistema Sanitario Nazionale e negli ospedali della propria regione, cala la fiducia degli italiani nelle istituzioni. Il SSN e gli ospedali registrano ora rispettivamente una fiducia del 79% e del 74% degli italiani, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità scende dal 76% di fine marzo al 61% di metà aprile. Sul fronte della politica, i presidenti delle regioni sono sostenuti dalla fiducia del 54% degli italiani (-12% rispetto alla prima wave), mentre il Governo cala dal 60% della prima wave all’attuale 51%. Pressoché invariata dopo un mese la – scarsa – fiducia nelle istituzioni europee: solo il 27% degli intervistati ripone fiducia nella Banca Centrale Europea, mentre la quota di chi si fida del Parlamento Europeo passa dal 31% di fine marzo al 25% dell’ultima rilevazione.

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