L’estate degli italiani ai tempi del Covid-19

Il 53% degli italiani ha già annullato viaggi o gite fuori porta organizzati prima dell’emergenza COVID-19, mentre si ferma al 25% la quota di chi non ha ancora deciso se cancellare le vacanze già programmate per i prossimi mesi.

Per il 70% degli italiani sarà comunque un’estate a casa, tra il timore per il rischio di contagio ancora alto, il perdurare delle limitazioni negli spostamenti e le difficoltà economiche.

Questo è quanto emerge dall’ultima ricerca BVA Doxa sulle opinioni e previsioni degli italiani all’epoca del Coronavirus, che nella sua terza wave ha aggiunto un focus al turismo.

In un’Italia colpita dall’emergenza Coronavirus, i piani per gite, viaggi e vacanze, consuetudine normale per gli italiani con l’arrivo della bella stagione, sono stati “riveduti e corretti”.  Questo è quanto emerso dall’ultimo sondaggio condotto in Italia da BVA Doxa relativamente ai principali impatti sulla popolazione italiana determinati dalla recente diffusione del virus Covid-19. La ricerca – condotta su un campione rappresentativo di 1000 italiani nel periodo 3-7 aprile 2020 – ha dedicato, tra le varie tematiche, un focus particolare al mondo del turismo. L’indagine è la terza wave di un osservatorio settimanale partito lo scorso 20 marzo che sta analizzando in maniera continuativa alcune tematiche e ne integrerà altre ad hoc nel corso delle settimane.

VIAGGI CANCELLATI: RINUNCIA PER IL 53% DEGLI ITALIANI – In una fase in cui gli spostamenti non essenziali sono ancora vietati, il 53% degli Italiani ha annullato viaggi o gite fuori porta organizzati prima dell’emergenza Covid-19. La maggior parte – rispettivamente il 25% e il 29% – erano previsti per i mesi di marzo e aprile. Il 17% e il 14%, invece, riguardavano i mesi di maggio e giugno. La stragrande maggioranza dei viaggi o dei weekend annullati avevano come destinazione l’Italia (soprattutto con spostamenti in una regione diversa da quella di residenza). Le mete estere riguardavano, invece, circa 1/3 dei viaggi cancellati, prevalentemente in Europa e il rimanente con destinazioni al di fuori dell’Unione Europea. Il mezzo di trasporto privilegiato per i viaggi era l’automobile (55%), seguita da aereo (35%), treno (15%) e autobus (7%).

CHI NON ANNULLA RESTA IN ITALIA – Si ferma al 25% la quota di italiani che ha organizzato viaggi o weekend per i prossimi mesi e che non si è ancora deciso se mantenere la prenotazione o se rinunciare alla vacanza. Il 10% degli spostamenti sono previsti per i mesi di aprile e maggio o nella prima metà di giugno. Più consistente (15%) è invece la quota dei viaggi organizzati per l’estate, ovvero nella seconda metà di giugno o nei mesi di luglio e agosto. Anche in questo caso, la maggioranza dei viaggi riguarda destinazioni italiane, con una preferenza marcata per gli spostamenti verso regioni diverse da quella di residenza. Le mete europee riguardano circa 1/4 dei viaggi già organizzati e non ancora annullati, mentre le destinazioni extraeuropee riguardano una quota più ridotta delle prenotazioni. Per raggiungere tutte queste mete, auto (48%) e aereo (36%) continuano a essere i mezzi di trasporto preferiti dai viaggiatori. Il treno viene scelto dal 16% degli italiani, mentre la nave dal 11%. Infine, tra chi non ha ancora deciso sul da farsi rispetto alla propria vacanza organizzata, in 2 casi su 3 dice di voler riprogrammare il viaggio in futuro, mentre la restante parte ha intenzione di cancellarlo del tutto.

UN’ESTATE A CASA – Con il perdurare delle incertezze rispetto alla “fase 2” dell’emergenza, quest’estate il 70% degli italiani prevede di non poter andare in vacanza. Tra questi, il 32% afferma che rinuncerà alle vacanze estive perché crede che il rischio di contagio sarà ancora alto, mentre per il 25% non sarà possibile andare in vacanza per via delle limitazioni agli spostamenti. Il 13%, infine, ammette che non potrà permettersi le vacanze a causa dei problemi economici derivanti dall’emergenza. Nel 30% di coloro che invece prevedono di riuscire ad andare in vacanza, il 18% afferma che ripiegherà su mete più vicine. Solo il 12% pensa che potrà andare in ferie come ha sempre fatto.

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