Il sondaggio mondiale sull’uguaglianza di genere

WIN International, l’associazione leader a livello mondiale nella ricerca di mercato e nei sondaggi, ha pubblicato l’Annual WIN World Survey (WWS – 2020) che esplora le opinioni e le convinzioni di 29.252 individui tra i cittadini di 34 paesi in tutto il mondo su uguaglianza di genere, violenza e molestie sessuali. BVA Doxa è membro italiano e socio fondatore di WIN. Molti sostengono che la violenza domestica possa essere aumentata quest’anno proprio a causa delle misure di sicurezza messe in atto durante la pandemia. Altri si chiedono se le restrizioni abbiano avuto implicazioni sull’uguaglianza di genere in diversi settori. La ricerca mira a monitorare i dati globali sulla violenza e l’uguaglianza e a rilevare i cambiamenti rispetto agli anni precedenti.

L’uguaglianza di genere a livello globale

Come nelle rilevazioni precedenti, l’uguaglianza di genere è percepita maggiormente a casa, confermando i risultati del 2019 (72% vs. 71%). A livello globale, solo due intervistati su dieci ritengono che l’uguaglianza di genere al lavoro sia del tutto raggiunta, mentre diventano 6 su 10 se consideriamo anche chi la ritiene abbastanza raggiunta. Da segnalare il parere più favorevole degli uomini rispetto alle donne (65% donne vs 55% rispettivamente).

Sebbene sia aumentata di 3 punti rispetto allo scorso anno (dal 48% al 51%), l’uguaglianza di genere percepita in politica è ancora più bassa rispetto agli altri ambiti (solo il 14% la ritiene del tutto raggiunta e il 37% abbastanza raggiunta). Di nuovo, la percezione varia molto tra uomini e donne: il 56% degli uomini e il 47% delle donne crede che l’uguaglianza di genere in politica sia del tutto o abbastanza raggiunta nel proprio paese.

Quando si esaminano i diversi gruppi di età, i giovani sono i più ottimisti. I cittadini di età compresa tra 25 e 34 anni ritengono che l’uguaglianza di genere sia raggiunta, più di altre fasce d’età, soprattutto a casa (73%), al lavoro (64%) e in politica (53%) considerando chi indica del tutto o abbastanza. Lo studio rivela anche che le persone con livelli di istruzione più elevati tendono a condividere la stessa opinione.

Il net index[1], che classifica i paesi dai più virtuosi a quelli in cui sono ancora necessari miglioramenti per raggiungere una vera uguaglianza, indica un lieve miglioramento a livello globale sul lavoro e in politica (rispettivamente da 25 a 26 punti e da 2 a 8 punti). Tra gli uomini, aumenta di 5 punti l’indice netto per l’uguaglianza di genere in politica (da 12 a 17) e, tra le donne, di 7 punti (da -7 a 0). I risultati per paese mostrano che la Finlandia è nella top 5 della classifica per ogni categoria, vale a dire lavoro, politica e casa (“decisamente raggiunta” + “in una certa misura raggiunta”: 80%, 90% e 86% rispettivamente). D’altra parte, il Giappone, come lo scorso anno, è ancora il paese in cui l’uguaglianza di genere è meno percepita, in tutti e tre gli ambiti considerati.

Il monitoraggio sulla violenza

Rispetto agli anni precedenti, c’è poco o nessun miglioramento in termini di violenza subita dalle donne: i risultati sono purtroppo stabili (17% nel 2020, 16% nel 2019 e 2018).

Sebbene entrambe le aree geografiche mostrino un miglioramento rispetto allo scorso anno, le donne nel continente americano e le donne in Africa hanno subìto violenze (fisiche o psicologiche) più delle donne di altre aree (23% e 24% rispettivamente). La regione MENA non si distanzia di molto, con il 22% delle donne che afferma di aver subìto violenza nell’ultimo anno. L’Europa e l’APAC (Asia Pacifico) hanno percentuali inferiori di donne che hanno subito qualche tipo di violenza nel 2020 (rispettivamente 13% e 12%), ma la percentuale nella regione APAC è aumentata di 4 punti rispetto al 2019 (dall’8% al 12%).

Come nelle precedenti rilevazioni, le donne tra i 18 ei 24 anni subiscono la più alta incidenza di violenza fisica e psicologica (24%), proprio come 2 donne su 10 con istruzione primaria completata (21%). La percentuale di donne in India che subisce violenza è più alta che in altri paesi (48%), seguite da donne cilene e argentine (36% in entrambi i Paesi). Le percentuali più basse si trovano in Vietnam (1%), Cina e Corea del Sud (5% ciascuna).

Le molestie sessuali

Nonostante gli sforzi e le campagne in tutto il mondo, i risultati mostrano scarsi miglioramenti: l’8% delle donne ha subìto molestie sessuali nell’ultimo anno (2020), rispetto al 9% nel 2019 e al 10% nel 2018. In relazione ad altre regioni, le donne nelle Americhe riferiscono di aver subito molestie sessuali in misura maggiore, anche se la percentuale scende di 4 punti rispetto allo scorso anno (dal 20% al 16%). In generale, le differenze che emergono fra le diverse aree geografiche vanno interpretate nel contesto di riferimento.

Le giovani donne (di età compresa tra 18 e 24 anni) registrano ancora il più alto tasso di molestie sessuali (18%). Le donne in India, Messico e Brasile hanno segnalato le più alte percentuali di molestie sessuali nel 2020 (rispettivamente 29%, 28% e 21%). Mentre Vietnam (1%), Slovenia (1%) e Indonesia (2%) hanno le cifre più basse.

La situazione in Italia e in Europa

In linea con quanto rilevato a livello globale, anche in Italia il luogo in cui l’uguaglianza di genere è maggiormente percepita è la casa (74%, 21% del tutto, 53% abbastanza), un dato allineato anche con la media europea (71%). Si distanziano di molto però le percentuali di coloro che in Italia credono che l’uguaglianza di genere sia stata raggiunta in altri ambiti: solo il 41% al lavoro (7% dicono “del tutto raggiunta”), e il 42% in politica (7% dicono “del tutto raggiunta”) che, di nuovo come a livello mondiale, si riconfermano gli ambienti meno equi.

Purtroppo, anche in Italia la percentuale di donne che dice di aver subìto violenze di tipo fisico o psicologico si attesta allo stesso livello del dato globale (17%), +4% rispetto alla media europea (13%). Per quanto riguarda le molestie subìte nell’ultimo anno, in Italia è il 5% delle donne che ammette di esserne stata vittima, un dato leggermente più basso rispetto alla media globale ed europea (rispettivamente 8% e 6%).

Vilma Scarpino, Presidente di WIN International, ha detto:

“Nel complesso, i dati non migliorano in modo significativo rispetto agli ultimi anni ma, il lato positivo, è che si rilevano miglioramenti al livello di alcuni Paesi presi singolarmente. Questo indica anche che i dati sull’uguaglianza e sulla violenza variano in modo significativo quando diversi paesi e culture vengono presi in considerazione e, insieme a loro, i diversi sforzi messi in atto da governi e associazioni per far fronte a temi socialmente così rilevanti. Una volta che si è consapevoli di come risultati migliori possono essere raggiunti quando vengono messi in atto sforzi diversi, diventa chiaro come sia importante comprendere le migliori pratiche e adattarle per aiutare le donne in tutto il mondo”.

[1] NET index: (Del tutto raggiunta + abbastanza raggiunta) – (Non del tutto raggiunta + Per niente raggiunta)

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