Il mercato dell’usato vale 23 miliardi di euro

Secondo l’Osservatorio 2018 Second Hand Economy realizzato da BVA DOXA per Subito, il valore generato dalla compravendita dell’usato in Italia è pari a 23 miliardi di euro con una incidenza sul Pil pari all’1,3%. L’online vale 9,8 miliardi e cresce dell’81% in 5 anni.

Ben 23 miliardi di euro, pari all’1,3% del PIL italiano. È il valore generato dalla compravendita dell’usato in Italia nel corso del 2018. A rivelarlo è la quinta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy realizzato da BVA DOXA per conto Subito. Cresce soprattutto l’online che vale 9,8 miliardi di euro, ossia il 43% del totale. Ecco le principali evidenze numeriche:

  • La Second Hand Economy nel 2018 vale 23 miliardi di €, pari all’1,3% del PIL italiano (vs € 21 miliardi del 2017), con una crescita del 28% in 5 anni
  • L’online continua a crescere e pesa per il 43%, ovvero € 9,8 miliardi (+81% rispetto al 2014)
  • 1 italiano su 2 ha venduto e/o comprato usato, il 43% l’ha fatto nell’ultimo anno
  • Il 60% degli Italiani che fanno second hand ha comprato e/o venduto almeno una volta ogni 6 mesi
  • I settori più importanti in termini di valore sono Motori (€ 12,9 mld), Casa&Persona ed Elettronica (€ 3,8 mld), Sports&Hobby (€ 2,3 mld)
  • Le regioni in cui l’economia dell’usato genera più valore sono Lazio (€ 3,9 mld), Lombardia (€ 3,8 mld) e Veneto (€ 2 mld)
  • Nel 2018 chi ha venduto oggetti usati ha guadagnato in media € 725 all’anno, ma in diverse aree del Paese di registra un dato decisamente più alto: le prime tre regioni per guadagno pro-capite sono Toscana (€ 1.713), Campania (€ 1.241) e Lombardia (€ 1.231)

LARGO AL DIGITALE —  Nelle crescita dell’economia dell’usato gioca sicuramente un ruolo di primo piano l’online, che da solo pesa oggi 9,8 miliardi di euro, a conferma che la progressiva digitalizzazione del nostro Paese e un uso sempre più massiccio di smartphone e tablet, stia facendo spostare le modalità di acquisto degli italiani sempre più verso l’online anche per quanto riguarda l’usato. Tra coloro che nel 2018 hanno acquistato o venduto oggetti usati, il 56% ha scelto di farlo attraverso l’online, considerato il canale privilegiato soprattutto per la sua velocità (78%), ma anche per la sua accessibilità (48%), semplicità e comodità d’utilizzo (41%). Una percentuale decisamente in crescita se si considera che nella rilevazione dell’anno precedente era “solo” il 42% e che promette di aumentare costantemente nei prossimi anni. Non solo. Si sta assistendo a una frequenza di acquisto sempre maggiore, con oltre il 60% del campione che ha dichiarato di acquistare e vendere oggetti usati almeno una volta ogni sei mesi, sintomo che davvero la second hand sta diventando un gesto abituale.

Ma cosa comprano gli italiani online? Principalmente oggetti della categoria Casa&Persona (74%) ed Elettronica (60%). Seguono Sports&Hobby (58%) e il mondo dei Veicoli, che cresce in modo costante anno su anno (37% vs 28% nel 2017). Casa&Persona e Sport&Hobby hanno percentuali simili anche offline, mentre l’elettronica ha numeri decisamente più piccoli (27%), così come i Veicoli (20%), per cui la ricerca parte online, dove viene individuato il veicolo scelto. Per quanto riguarda invece la vendita online, gli italiani vendono principalmente oggetti della categoria Casa&Persona (64%, anche se in questa categoria l’offline la fa ancora da padrone, soprattutto per l’abbigliamento, con 84%), mentre nelle altre 3 categorie è l’online il canale preferito per vendere: Sports& Hobby (53% vs 42% offline), Elettronica (52% vs 28%) e il mondo dei veicoli (25% vs 14%)

SOSTENIBILITÀ, UNICITÀ E RISPARMIO — Rispetto all’anno precedente, cresce sempre di più l’importanza dell’aspetto valoriale nella decisione di fare second hand, a conferma ancora una volta che i consumatori vogliono fare scelte consapevoli, contribuendo a una crescita sostenibile che porti vantaggi non solo a livello personale, ma anche a livello ambientale ed etico. Comprare e vendere usato si conferma infatti al quarto posto tra i comportamenti sostenibili più diffusi degli italiani (50%), subito dopo la raccolta differenziata (95%), l’acquisto di lampadine a LED (78%) e di prodotti a km zero (55%). Se tra chi acquista da un lato scende quindi la percentuale di chi fa second hand per risparmiare (60% vs 70% del 2017), che rimane tuttavia rilevante, confermando la possibilità di fare un buon affare come driver nella compravendita dell’usato, dall’altro lato cresce la scelta dettata dalla volontà di trovare pezzi unici o vintage (50%) e di contribuire all’abbattimento degli sprechi e al benessere ambientale attraverso il riutilizzo (43%). Una tendenza che avvalora la tesi dell’economia dell’usato come parte dell’economia circolare, grazie alla quale gli oggetti che hanno vissuto una prima vita, ne possono vivere una seconda. Ma anche una terza o una quarta: basti pensare che il 33% di chi acquista usa l’oggetto e poi lo regala quando non serve più, mentre il 9% lo rivenderà in futuro.

Entrando invece nel merito delle ragioni che spingono alla vendita, il primo driver si conferma essere anche per il 2018 la necessità di liberarsi del superfluo (81%), che fa pensare alla voglia di leggerezza e «decluttering», mentre il 41% vende perché crede nel riutilizzo ed è contro gli sprechi e il 37% per guadagnare. Per quanto riguarda invece le occasioni di vendita, entrano in gioco per la prima volta la voglia di cambiare per passare a un modello superiore dello stesso oggetto (34%) e il sopraggiungere di cambiamenti di tipo famigliare come il matrimonio o la nascita di un figlio (22%) o un trasloco (19%).

IN TARGET — Ma come possono essere descritti i protagonisti della compravendita dell’usato? Gli Under 30 sono piuttosto polarizzati tra donne e uomini. Il tecnologico nativo digitale (9%), vende soprattutto per comprare un modello superiore. Nuovo o usato è indifferente, ciò che è importante è essere sempre all’avanguardia. La Second Hand per lui è un alleato. La giovane metropolitana invece (7%), segue le mode ma con consapevolezza, ama cambiare per togliersi qualche sfizio senza sensi di colpa. Per lei la Second Hand è divertimento. Passando a un target più adulto (30-45 anni), troviamo la famiglia eco-friendly (34%), sostenibile e attenta al proprio impatto. Compra e vende per adattarsi alla famiglia che cambia e ai suoi bisogni sempre in evoluzione, senza rinunciare al lato ludico della compravendita e al guadagno che permette di soddisfare anche i propri desideri individuali. Per lei, la Second Hand è una scelta consapevole e coinvolgente. Non manca poi il target più maturo (over 45), dove ritornano le forti differenze tra uomini e donne. La smart chic (14%) è una donna over 50, che compra e vende per trovare oggetti unici per sé e per la propria casa, divertendosi con un occhio alla sostenibilità e in maniera tecnologica. Per lei la Second Hand è scoperta e unicità. Il target maschile invece è equamente diviso in due. L’ingegnoso (18%) acquista soprattutto ciò che lo appassiona, che sia per collezionismo o per hobby. Ama gli oggetti, la loro storia e la possibilità di personalizzarli. Per lui la Second Hand è passione e relazione. L’utilitarista (18%) invece vende, solo quando ha bisogno, per guadagnare e fare spazio. Per lui la Second Hand è opportunità.

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