Il futuro post Covid-19 secondo gli italiani

Come sarà il futuro una volta passata l’emergenza COVID-19? Gli italiani si dividono: se da una parte c’è chi si concentra sugli aspetti più pratici relativi al ritorno alla normalità e alle nuove norme da rispettare, dall’altra c’è chi guarda all’ipotetica “nuova normalità” con speranza o con timore.  

Questo è quanto emerge da una sezione di approfondimento del tracking BVA Doxa sulle opinioni e previsioni degli italiani all’epoca del Coronavirus, grazie all’impiego dell’esclusivo strumento quali-quantitativo T@lk.

Immagina di svegliarti domani mattina e di scoprire che a fronte di nuovi dati sull’emergenza in corso è stato deciso di avviare una nuova fase, con cambiamenti e con l’introduzione di nuove norme. Prova a descrivere quello che succederà durante questa nuova fase, racconta nel dettaglio in che modo cambierà la quotidianità e cosa accadrà nel concreto rispetto alla fase attuale.

Questa è la domanda posta dalla ricerca BVA Doxa sulle opinioni e previsioni degli italiani all’epoca del Coronavirus, parte di un osservatorio settimanale iniziato lo scorso 20 marzo. Le risposte alla domanda – somministrata nel periodo 8-11 maggio – sono state analizzate grazie al metodo T@lk, uno strumento esclusivo di BVA Doxa che combina tecniche di ricerca miste, per ottenere la ricchezza e la profondità di una ricerca qualitativa tramite i numeri di una ricerca quantitativa.

L’indagine rileva che tra gli italiani si affermano due macro tendenze nel prefigurare il futuro prossimo: da una parte, che corrisponde al 54% dei rispondenti, ci si focalizza maggiormente sul lato pratico e sulle modalità di progressivo riavvicinamento alla vita e alle attività di tutti i giorni. Dall’altra parte, pari al 46% degli intervistati, l’attenzione è rivolta all’evoluzione dell’emergenza stessa, ipotizzando esiti sia positivi sia negativi.

IMPARARE UNA NUOVA VITA – Il 54% degli italiani che proiettano un immaginario più concreto e pratico nella convivenza con il virus, può essere ulteriormente suddiviso in due cluster.

Il primo, corrispondente al 28% degli intervistati e denominato “How to…”, riunisce tutti coloro che rivolgono la propria attenzione a come dovranno cambiare, per poter ripartire, tutte le attività lavorative e pratiche nella nuova normalità post Covid-19. In questo caso, dunque, ci si focalizza su come muterà la propria vita da lavoratori e da consumatori, con la messa in pratica di comportamenti ai quali ci si è già abituati nelle fasi precedenti.

Nel secondo cluster “Caring in sharing”, composto dal 26% degli italiani, ci si concentra su tutte le norme che dovranno essere seguite per poter tornare a una situazione di maggior libertà. Il distanziamento fisico insieme a mascherine e guanti continueranno a essere protagonisti del prossimo futuro, così come i divieti di assembramento in strada e negli spazi chiusi.

SPERANZA O INCUBO? – Si suddivide in due cluster anche il restante 46% di intervistati che, invece, rende un’interpretazione più emotiva della normalità che verrà.

Il primo gruppo, pari al 25% e denominato “Over the rainbow”, descrive l’evoluzione dell’emergenza Covid-19 con speranza, ipotizzando il ritorno a una piena normalità in cui si potrà fare tutto quanto si faceva prima del lockdown. L’ottimismo dei rispondenti di questo cluster è tale da poter pensare alle vacanze e ai programmi per la prossima estate.

Di segno opposto sono invece le emozioni descritte dal restante 21% che compone il cluster “White flag, black future”. Secondo questo gruppo di italiani, gli sforzi fatti fino a ora non saranno sufficienti, la situazione tornerà a peggiorare e sarà necessaria l’adozione di misure restrittive ancora più severe di quelle messe in atto durante la fase 1.

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