Più consapevoli e pragmatici, ma anche più preoccupati per le sfide dell’Intelligenza Artificiale. Non si rilevano disparità di conoscenze o interessi tra le diverse generazioni riguardo alle tematiche ambientali e sociali, sebbene gli Under 35 abbiano sviluppato un approccio più concreto e maturo rispetto al passato nei confronti degli obiettivi ESG, comprendendone meglio la complessità.
Questa è la fotografia degli italiani che emerge dalla ricerca di BVA Doxa “Gli italiani tra sostenibilità e intelligenza artificiale: generazioni a confronto”, che ha analizzato il rapporto dei cittadini tra i 14 e i 74 anni, nel 2024, con le tematiche ambientali e sociali in relazione alla finanza e ai nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale.
L’indagine, condotta per Cassa Depositi e Prestiti su un campione rappresentativo di 3.312 persone, evidenzia un fronte intergenerazionale compatto anche di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale, ormai parte integrante della vita quotidiana, ma fonte di preoccupazioni legate alla privacy e al lavoro.
Le principali evidenze
- Conoscenza delle tematiche ESG
I risultati evidenziano un quadro articolato caratterizzato da una forte conoscenza trasversale da parte degli intervistati delle tematiche ESG senza significative differenze tra le diverse generazioni: il 90% (18-74 anni) ha sentito parlare di tematiche ESG con una percentuale che sale al 92% tra i rappresentanti della fascia 18-34 anni per raggiungere il 95% nella fascia 14-17.
L’80% circa degli intervistati dell’intero panel considera inoltre il rispetto dei fattori ESG non una moda, ma una necessità, con una crescita di 13 punti percentuali rispetto al 2023. Ma tra gli Under 35 emergono elementi che segnalano un cambiamento nell’approccio, improntato a una maggiore concretezza e pragmaticità, segnali di una presa di coscienza delle difficoltà del percorso. La sostenibilità per loro conta, ma costa. Se da una parte, ad esempio il panel dei giovani è unito sull’importanza che negli acquisti si scelgano prodotti sostenibili, la disponibilità a pagarli di più scende dal 59% degli Under 25 al 53% degli Under 35. Per questi ultimi lo sviluppo sostenibile non passa solo dalle politiche governative: l’85% dichiara di impegnarsi in pratiche green concrete. Inoltre, le nuove generazioni appaiono più motivate a fare la propria parte nella transizione ecologica se le iniziative a cui prendere parte prevedono un guadagno anche per sé stessi (come accade ad esempio utilizzando App che favoriscono l’economia circolare).
- Occupazione e cambiamento climatico
Guardando alla creazione di nuovi posti di lavoro, la maggior parte dei 18-34enni ritiene che la sostenibilità abbia un impatto positivo sull’occupazione, ma sale al 18% rispetto al 2023 la quota di chi crede che abbia effetti negativi. Il cambiamento climatico rimane la prima preoccupazione alla quale i giovanissimi associano i timori legati alle guerre e ai conflitti (al primo posto tra le paure dei 14-17enni).
- Vita quotidiana e ruolo delle istituzioni
Forti dubbi accompagnano l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, a cui si fa ricorso in media circa tre volte a settimana. Il rischio che l’IA possa “sopraffare” le persone è condiviso dal 72% degli intervistati senza differenze sostanziali tra le fasce d’età e con allarmi che riguardano la privacy, il lavoro e l’informazione.
Oltre il 75% dei ragazzi ritiene che le Istituzioni possano giocare un ruolo importante nella crescita sostenibile del Paese.
- Istruzione e finanza
Una funzione fondamentale e crescente viene riconosciuta dai giovani anche all’istruzione. Per il 70% degli Under 18 la scuola risulta la principale fonte educativa anche se l’assenza di adeguate competenze finanziarie e del concetto di finanza sostenibile è un altro elemento che lega le generazioni intervistate. In controtendenza è la conoscenza di strumenti finanziari tra i giovanissimi (14-17): il 76% conosce infatti almeno un prodotto di risparmio. Al primo posto ci sono i buoni e libretti postali (64%), in cui investirebbe più della metà degli adolescenti (58%).




















































