Gender gap, le donne italiane e l’indipendenza economica

L’indipendenza economica è un fattore importante per la stragrande maggioranza delle donne italiane, ma solo 4 su 10 si dicono completamente indipendenti. 

Il valore medio della soglia dell’indipendenza economica si attesta a 1.778 euro mensili, con valori più alti tra le single con figli e livelli più bassi al Sud e nelle Isole.

In famiglia, nel 64% dei casi è il partner maschile a guadagnare di più, ma sono le donne (66%) a essere maggiormente responsabili degli acquisti.

Questo è quanto emerge dall’ultima ricerca BVA Doxa per eToro, che ha analizzato la situazione economica delle donne italiane.

Gender gap e indipendenza economica: a che punto siamo in Italia? Secondo i dati Eurostat, la disparità salariale tra uomini e donne nel nostro paese si attesta al 5%, ben al di sotto della media europea (14,8%)[1]. Tuttavia, le donne italiane con un lavoro rappresentano il 42,1% degli occupati complessivi e il 56,2% sul totale delle donne italiane (contro il 75,1% degli uomini)[2].

In questo quadro, l’indipendenza economica è un fattore centrale per le donne italiane, ma solo un gruppo minoritario può dirsi completamente indipendente. Venendo poi alla gestione dell’economia domestica, le donne prevalgono sugli uomini, nonostante la maggioranza guadagni meno dei loro partner. Questo è quanto emerge dall’ultima ricerca BVA Doxa per eToro, che ha analizzato la situazione economica delle donne italiane.

INDIPENDENZA ECONOMICA FONDAMENTALE, MA SOLO IL 40% DELLE DONNE LO È COMPLETAMENTE – L’indipendenza economica è un fattore centrale nella vita delle donne italiane. Su una scala d’importanza che va da 1 a 10, l’89% delle intervistate, infatti, assegna all’indipendenza economica un voto compreso tra l’8 e il 10. In media, tra le donne che attribuiscono le valutazioni più elevate si trovano le single con figli a carico (9.6), chi risiede nell’area Nord-Ovest (9.3) e i gruppi costituiti da chi ha un contratto di lavoro full-time (9.3) e da chi vive in affitto (9.3).

Ma, al di là dell’importanza attribuita a questo fattore, quante sono le donne italiane che possono davvero definirsi economicamente indipendenti? Dalla ricerca emerge che il 78% afferma di possedere l’indipendenza economica e questa quota è composta da un 40% di donne che si dice completamente indipendente a livello economico e da un 38% di intervistate che ammette di essere indipendente, ma con molte rinunce.

Tra chi ha affermato di essere completamente indipendente figurano soprattutto le occupate full-time (59%) e le donne single con figli a carico (54%). Al contrario, le donne italiane meno indipendenti sono sposate o conviventi con figli (34%) e risiedono principalmente al Sud e nelle Isole (33%).

QUANTO COSTA L’INDIPENDENZA ECONOMICA? – Per garantirsi l’indipendenza economica le donne italiane necessitano in media di 1.778 euro al mese. Questa cifra aumenta però per le donne single con figli a carico (2.060 euro mensili), mentre diminuisce per chi risiede al Sud o nelle Isole (1.632 euro) e per le non occupate (1.521 euro).

UOMINI MEGLIO PAGATI, MA LE DONNE SONO RESPONSABILI DEGLI ACQUISTI – In Italia lo scarto più evidente tra uomini e donne si osserva nell’ambito della gestione dell’economia domestica. Nel 64% dei casi è il partner maschile a guadagnare più della donna. Nel 20% dei casi, invece, le entrate coincidono, mentre solo nel 16% sono le donne a contribuire al bilancio famigliare con un’entrata maggiore.

La situazione subisce però un ribaltamento quando si esamina chi si occupa concretamente dell’economia domestica. Qui la prevalenza della donna nei confronti del partner è notevole, con il 66% delle donne che è direttamente responsabile degli acquisti contro il 5% degli uomini (mentre nel 29% delle famiglie la responsabilità degli acquisti è ripartita in egual misura tra uomo e donna).

 

[1] https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Gender_pay_gap_statistics

[2] https://www.censis.it/sicurezza-e-cittadinanza/donne-lontane-dagli-uomini-e-lontane-dall%E2%80%99europa-il-gender-gap-nel-lavoro

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