Estate 2021: Le vacanze degli Italiani in tempi di pandemia

Il 67% degli Italiani andrà in vacanza quest’estate, e l’85% rimarrà in Italia. Tra le motivazioni più diffuse: sostenere l’economia italiana e cercare di fare una vacanza più semplice, viste le misure restrittive. Queste alcune delle evidenze emerse dalla ricerca condotta da BVA Doxa su un campione di 1000 individui over 18 anni in Italia sulla propensione a viaggiare nel 2021, e in particolare pensando alle vacanze estive, e alle motivazioni che guidano le scelte e le preferenze in tempi di Covid19. La ricerca, realizzata online (con metodologia CAWI), è stata presentata durante l’evento BIT (Borsa Internazionale del Turismo) organizzato da Fiera Milano.

Il 67% degli Italiani sta pensando di fare le vacanze estive quest’anno (per il 32% sicuramente sì e per il 34% probabilmente sì) e tra questi l’85% rimarrà in Italia. Questi sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca di BVA Doxa presentata da Cristina Liverani, Kids & Special Projects Unit Manager BVA Doxa durante l’evento BIT Digital Edition 2021 organizzato da Fiera Milano. Durante l’evento, vengono affrontate le principali tematiche del settore turismo, nonché gli argomenti di interesse per tutti i protagonisti del travel.

PROPENSIONE A VIAGGIARE – Se a Dicembre 2020, la predisposizione degli Italiani a viaggiare all’estero per vacanza era del 31% (molto e abbastanza probabile), nella rilevazione di Aprile 2021, complice la consapevolezza del contesto nel quale stiamo vivendo, il dato cala, con una quota di coloro che si dicono propensi a viaggiare all’estero per vacanza del 26%.

Non per questo, però, gli Italiani rinunciano alle vacanze. Anzi, il 67% sicuramente o probabilmente andrà in vacanza nei prossimi mesi del 2021 e, di questi, l’85% rimarrà in Italia. Una quota importante, però, ammette che prenoterà all’ultimo momento, poco prima di partire (43%), mentre il 15% ha già prenotato almeno una tra struttura ricettiva, mezzo di trasporto o extra, il 42% prenoterà nei prossimi mesi.

TRA GLI OSTACOLI A PARTIRE, IL COVID19 – Rimane comunque un 23% degli Italiani che probabilmente o sicuramente non andrà in vacanza quest’anno, e tra le motivazioni emerge soprattutto la paura per il rischio di contagio, che accumuna il 43% di chi non pensa che andrà in vacanza. Significativa è anche la quota di coloro che ammettono di non aver voglia di organizzare una vacanza sotto condizioni restrittive che renderebbero poco piacevole l’esperienza: sono il 33% di chi non andrà in vacanza, e addirittura il 47% dei giovani tra i 18-35 anni. Tra le ragioni indirettamente collegate alla pandemia, emerge la motivazione economica: il 32% non andrà in vacanza per non doverne affrontare i costi, una quota che aumenta soprattutto nella fascia d’età 50-64 anni, dove coloro che sono frenati dai motivi economici salgono al 43%.

BISOGNO DI VACANZA – Ma che ruolo hanno le vacanze quest’anno, soprattutto alla luce del periodo che stiamo vivendo? Il 47% degli Italiani dichiara di averne bisogno ancora più che in passato, soprattutto a causa del Covid19 e delle conseguenze, fisiche e psicologiche, che la pandemia ha portato. Ad ammetterlo sono soprattutto le donne (50%) e i giovani tra i 25 e i 44 anni (54%). La pandemia, infatti, non ha solo fatto in modo che il bisogno di evadere e di andare in vacanza si sia radicato ancora più di prima, ma ha anche conseguenze pratiche nella scelta e nell’organizzazione della vacanza stessa. Nel pianificare le proprie vacanze, il 29% cercherà di prendere in considerazione mete e periodi meno frequentati, il 21% prediligerà le mete più vicine a casa o comunque in Italia, mentre il 20% terrà sicuramente conto della minore disponibilità economica.

METE E STRUTTURE RICETTIVE – Nonostante alcune scelte, e quindi anche il tipo di organizzazione e vacanza, possano essere cambiate a causa del contesto in cui ci troviamo, alcune preferenze rimangono stabili. Decisamente chiara è la preferenza per le località di mare (indicate dal 74% dei rispondenti), anche se il 15% sceglierà una vacanza itinerante, il 13% visiterà una città d’arte e il 10% si recherà in piccoli borghi. Nella scelta delle strutture ricettive, emerge la predilezione per la propria seconda casa o eventualmente una casa in affitto (53%), mentre il 37% andrà in hotel e il 22% in agriturismo. Per spostarsi e recarsi alla località dove si spenderanno le vacanze, l’83% utilizzerà l’auto.

LA VACANZA SI ORGANIZZA ONLINE – In generale, in questo periodo emerge il digital come strumento a cui affidarsi per la ricerca di informazioni e per l’organizzazione della vacanza, un cambiamento sicuramente già in atto prima della pandemia. Ad oggi, il 40% degli Italiani cerca località o informazioni per l’organizzazione delle vacanze online, su siti o blog di organizzazioni o strutture. Quasi a parimerito la quota di coloro che leggono recensioni online di altri turisti o viaggiatori che hanno fatto la stessa esperienza (39%) o che si affidano ai consigli di parenti o amici (35%). Una quota minore, ma comunque significativa, si affida invece ad articoli o riviste a tema viaggio e vacanze che capita di leggere (19%), ma sono soprattutto i Boomers che continuano a preferire mezzi diversi dal digitale. Il gap anagrafico è ancora più marcato quando ci si focalizza sulla quota di Italiani che dice di informarsi tramite pubblicità sui social media (9%) e pubblicità in TV (6%): sono infatti per lo più Millennials.

Non solo il digitale emerge tra i canali più utilizzati per la ricerca di informazioni e, in generale, per l’organizzazione, ma è anche un canale da cui ci si fa influenzare: il 35% viene influenzato sulla scelta dei luoghi da visitare,  il 31% sulla struttura, il 24% sul tipo di ristorante in cui mangiare.

SCEGLIERE L’ITALIA PER SOSTENERE LA RIPRESA DEL PAESE – Tra gli Italiani che quest’estate si sposteranno per andare in vacanza, ben l’85% dichiara che resterà in Italia, a supporto del fatto che, nonostante la voglia di vacanza e di evasione, il contesto che stiamo vivendo è comunque un forte driver d’influenza nella scelta di tipologia di vacanza. Se infatti per il 26% viaggiare in Italia è una consuetudine consolidata già prima della pandemia, il 53% lo fa per sostenere l’economia italiana per la ripartenza delle attività o perché crede che sia una bella opportunità per conoscere il nostro Paese. E ancora: il 36% ammette che, di questi tempi, rimanere in Italia è un modo per fare una vacanza più semplice e rilassante rispetto ad andare all’estero (soprattutto per le procedure richieste), e infatti il 33% si sente più sicuro a rimanere entro i nostri confini a causa della situazione instabile (anche se i giovani ne sono tendenzialmente meno convinti). Solo il 9% vive il fatto di rimanere in Italia come “una costrizione”, una quota che però sale tra i giovanissimi (19%) che evidentemente si sentono più spinti dalla voglia di recarsi all’estero.

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