“Donare 3.0“, lo studio realizzato da BVA Doxa per PayPal e Rete del Dono, compie 10 anni e mostra come dalle sue prime fasi di sviluppo, il canale digitale ha conquistato un ruolo centrale nel settore delle donazioni.
La ricerca, nata per misurare la diffusione e la natura delle donazioni tra gli italiani, i fattori trainanti, le barriere, le abitudini, le tendenze e le prospettive, è stata condotta a marzo 2024 su un campione di 1.000 interviste quantitative a persone di età compresa tra 18 e 64 anni e su 30 interviste qualitative individuali a un panel di Millennials di età compresa tra i 25 e i 40 anni.
Le principali evidenze
- “Salute e ricerca”, scelte dal 49% degli intervistati, si confermano al primo posto tra le principali cause di donazione, seguita da “tutela dell’ambiente e degli animali” con il 26% ed “emergenza e protezione civile” con il 25% di preferenze. Positiva la tendenza a donare per “sostegno e servizi a disabili”, così come per “sport e attività ricreative”, “partiti e movimenti politici”. Riguardo l’importo delle donazioni, il 46% degli intervistati ha affermato di aver donato oltre 50 euro negli ultimi dodici mesi.
- Per la prima volta il mobile (67%) supera il desktop (61%) come dispositivo scelto dai soggetti intervistati per effettuare donazioni online. Un primato che assegna allo smartphone non solo un ruolo di comunicazione, ma anche di relazione e donazione. Mentre per il secondo anno di fila, la modalità di pagamento digitale si conferma essere quella preferita (38%) rispetto al denaro contante (32%).
- Le donne e i giovani, entrambi con il 56% delle preferenze, sono più inclini a donare per favorire il cambiamento, mentre gli uomini e le generazioni più adulte (Boomers 59%) prediligono un atteggiamento assistenziale rispetto alla donazione.
- Fiducia (48%), crisi economica (27%) e scarsa comunicazione sui progetti di beneficenza (22%) sono le principali barriere alla donazione, in modo trasversale tra le generazioni. . Emergono alcuni segnali dai target più giovani, che rilevano “comunicazioni che non attraggono” e una certa “disillusione” verso le donazioni.
- Il 61% degli intervistati non accetta consigli da influencer quando si parla di donazioni, in particolare i più disillusi sono i baby boomer. Il 32% donerebbe per una causa o a un’associazione se consigliato da un influencer, accertandosi però di controllare bene e verificare. Solo il 7%, in particolare tra i più giovani, seguirebbe il consiglio perché si fida.