Come dormono gli italiani

Quasi un italiano su tre dorme un numero insufficiente di ore ed uno su sette riporta una qualità insoddisfacente del proprio sonno. I disturbi del sonno in Italia appaiono in crescita e risultano più frequenti tra gli anziani e i soggetti con un livello socioeconomico inferiore. 

Sono questi i principali risultati di uno studio sulla qualità del sonno degli italiani condotto a febbraio e marzo 2019 e appena pubblicato all’interno della autorevole rivista Scientific Reports da BVA Doxa insieme ai ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Università Bocconi e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. 

7 ORE A NOTTE LA MEDIA DELLE ORE DI SONNO – La ricerca svela che la media delle ore di sonno degli italiani è di circa 7 per notte, ma il 30% degli intervistati dorme un numero insufficiente di ore. La percentuale di italiani che hanno valutato il proprio sonno come insoddisfacente – ovvero giudicato qualitativamente basso o molto basso direttamente dagli intervistati – è del 14%. Fra questi, le donne sono più degli uomini, mentre non esiste una differenza di genere per quanto riguarda la quantità di sonno. All’aumentare dell’età aumenta sia l’insufficienza che l’insoddisfazione del sonno.

CON ISTRUZIONE E REDDITI BASSI PEGGIORANO QUANTITÀ E QUALITÀ DEL SONNO – È inoltre presente un importante gradiente socioeconomico del sonno: un basso livello di istruzione e un basso reddito sono associati a maggiori problemi di sonno. Chi fuma, infine, dome più frequentemente un numero insufficiente di ore sia rispetto a chi non ha mai fumato sia rispetto a chi ha smesso di fumare.

GLI IMPATTI DI MATRIMONIO, FIGLI E ANIMALI DOMESTICI SUL SONNO DEGLI ITALIANI – Le relazioni più interessanti si sono però osservate entrando nelle case delle famiglie italiane. Oltre all’attesa e per molti rassicurante associazione tra matrimonio e sonno, confermata dal fatto che le coppie sposate dormono meglio, lo studio mostra un’inattesa relazione inversa fra il vivere con figli minori di 14 anni e avere problemi di sonno. Parte della spiegazione di tale fenomeno potrebbe risiedere nell’effetto adattamento, che porterebbe i genitori, col tempo, ad adattarsi alla minore qualità e quantità di sonno, tipicamente associata all’esperienza dei primi mesi di vita del bambino. Altrettanto interessante è notare che nelle case con animali domestici si dorme peggio. Questo, però, non significa che cani e gatti peggiorino necessariamente il sonno, in quanto questa associazione potrebbe nascondere un rapporto di causalità inversa, secondo cui cani e gatti sono accolti più frequentemente in famiglie dove siano già presenti fattori di rischio per una peggiore qualità e quantità del sonno, come insonnia, ansia e depressione

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