Cambiamento climatico: nel mondo cresce la preoccupazione

L’85,8% della popolazione mondiale riconosce l’esistenza di un cambiamento climatico che porterà progressivamente al riscaldamento globale, generando preoccupazione nella maggioranza dei cittadini. Allo stesso tempo, però, il 45,9% ritiene che sia ormai troppo tardi per mettere in atto azioni capaci di contrastare il fenomeno. Questo il quadro emerso dalla WIN World Survey 2019, la ricerca di WIN, network internazionale di società di ricerche di mercato e sondaggi di opinione pubblica di cui BVA Doxa è socio fondatore, che ha sondato le opinioni di oltre 29mila persone di 40 paesi sui temi del cambiamento climatico e del riscaldamento globale.

PREOCCUPAZIONE IN CRESCITA – La maggioranza delle persone intervistate si dice preoccupata – totalmente o in larga parte – per il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. Secondo l’85,8% il cambiamento climatico porterà progressivamente al riscaldamento globale, un fenomeno, quest’ultimo, che per l’84,4% è da imputarsi all’attività umana. Inoltre, l’84,5% ritiene che il riscaldamento globale rappresenti una grave minaccia per l’umanità. Al netto di queste certezze, le opinioni invece si dividono quando si chiede se c’è ancora tempo per invertire la rotta e imprimere un cambiamento: il 45,9%, infatti, sostiene che sia già troppo tardi per ridurre i cambiamenti climatici.

Gli studenti e le persone con un livello di istruzione superiore sono i cittadini che si dicono più preoccupati, ma, allo stesso tempo, sono anche i più ottimisti e disponibili a cambiare i propri comportamenti per contribuire alla soluzione del problema.

LA DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA – Sebbene la preoccupazione sia diffusa in maniera uniforme a livello globale, nella regione Asia Pacifico i cittadini sono meno ottimisti e il 54,9% afferma che sia già troppo tardi per evitare il cambiamento climatico. Al contrario, nelle Americhe il 54,6% degli intervistati sostiene che ci sia ancora tempo per fare marcia indietro e cercare una soluzione per ridurre il problema ambientale.
Guardando ai singoli paesi, la ricerca ha evidenziato alcune differenze quando si è chiesto se il cambiamento climatico è il risultato dell’attività umana. I cittadini di Thailandia (97,1%), Ecuador (94,8%) e India (93,2%) sono coloro che si trovano maggiormente d’accordo con tale affermazione, mentre all’ultimo posto di questa graduatoria si trova il Pakistan (59,8%). In Occidente è degna di nota la posizione degli Stati Uniti: solo il 72,4% degli Americani ritiene che l’attività umana abbia un impatto sul cambiamento climatico.

Vilma Scarpino, Presidente dell’Associazione WIN, ha dichiarato: “La popolazione mondiale è consapevole dei cambiamenti climatici e preoccupata per il riscaldamento globale, ma permangono molti dubbi sulla possibilità di risolvere questo problema. I cittadini, quindi, potrebbero aver bisogno di più informazioni su come poter contribuire ad affrontare positivamente questa minaccia.

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