Dentro le mura di casa si fa ancora fatica a parlare di benessere mentale e i più restii ad aprirsi sono gli uomini.
Lo dice la ricerca condotta lo scorso febbraio da BVA Doxa per Serenis – piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato – che ha preso in esame oltre 878 rispondenti di età compresa tra i 18 e i 54 anni, uomini e donne, distribuiti su tutto il territorio nazionale con lo scopo di fotografare, in modo costante e aggiornato lo stato della salute mentale in Italia.
Ciò che emerge dallo studio è che, nonostante ci sia un’attenzione positiva e stabile verso la psicoterapia, 6 persone su 10 non parlano di salute mentale, neanche ad amici o familiari: alla domanda “Ti capita mai di parlare con qualcuno di benessere mentale?” il 57% afferma di non farlo mai o quasi mai.
Analizzando più nel dettaglio le risposte, gli uomini si confermano essere i più restii ad affrontare l’argomento, insieme alla fascia di popolazione dai 45 ai 54 anni. Solo il 21% dei rispondenti, invece, si apre con i propri familiari su questi temi.
Quali sono i freni che impediscono di parlare di benessere mentale? Perché l’ostacolo più grande è la famiglia?
Le principali evidenze
- Parlare di benessere mentale è ancora un tabù, soprattutto per gli uomini e in famiglia.Secondo la ricerca, solo il 15% degli uomini si confida con gli amici. All’interno della coppia, invece, è quasi sempre la donna che, nel 35% dei casi, è più aperta e incline a parlare di benessere mentale, mentre gli uomini lo fanno solo nel 26% dei casi.
- Il rapporto rivela che tra le mura di casa si tende a evitare di parlare di benessere mentale.Le donne, ad esempio, nonostante si aprano nel 49% dei casi con una persona con cui sono in confidenza, solo in minima parte lo fanno con i propri familiari (28%). Sono dati che stupiscono, dal momento che con i propri familiari dovremmo sentirci al sicuro e in grado di poter condividere ogni genere di emozione, per quanto complessa.
- Chi si dimostra più aperto nei confronti della terapia ne parla con più frequenza. Il 63% di chi rifiuta la psicoterapia è uomo, mentre Ie donne e le nuove generazioni tendono a percepire meno lo stigma.
- Dalla ricerca risulta che i freni che impediscono di parlare di benessere mentale sembrano essere legati alla stigmatizzazione percepita dal singolo individuo nei confronti della terapia. Tuttavia, non tutti i rispondenti associano la psicoterapia ad un qualcosa di negativo: secondo l’indagine, infatti, sono le donne e i giovani della GenZ a mostrare maggior apertura nei confronti del benessere mentale e ad affrontare gli argomenti ad esso correlati con più frequenza e tranquillità.