Una forte attenzione alla famiglia di cui si sentono un punto di riferimento, il timore di perdere autonomia e dipendere dai famigliari e il desiderio di proteggere il proprio capitale per fronteggiare gli eventuali imprevisti con una gestione “pacata” dei risparmi.
Sono alcune delle principali evidenze emerse dalla ricerca presentata al Salone del Risparmio e condotta da BVA Doxa per Invesco con lo scopo di definire il profilo socioeconomico della “Silver Generation“.
Il campione coinvolto comprendeva 534 persone, donne e uomini, con un’età compresa tra i 60 e i 75/80 anni.
Attraverso un approccio combinato di analisi qualitativa e quantitativa, lo studio ha individuato quattro cluster distinti che hanno differenziato gli intervistati in base al profilo socio-attitudinale, ai bisogni e alla gestione finanziaria.
- I Forever Young (60/69 anni) sono pieni di interessi, lavoratori pienamente attivi, con impegni importanti ancora da portare a termine relativi a figli e genitori. Finanziariamente mantengono una posizione di difesa.
- I Realizzatori (60/69 anni) sono ancora produttivi. Sono punti di riferimento del nucleo familiare che guidano anche nella gestione economica: pratici, decisi, responsabili, finanziariamente dinamici.
- Gli Impauriti (70/75 anni) sono a un passo della pensione e turbati da difficoltà impreviste personali e del mondo. Finanziariamente in difesa, con qualche contrazione rispetto al passato.
- I Patriarchi (70/75 anni) saggi e un po’ malinconici, sono finanziariamente conservativi.
I principali risultati della ricerca
- I Silver dimostrano una forte attenzione alla famiglia di cui si sentono un punto di riferimento. Nonostante vivano in modo sereno e coltivino i piccoli piaceri della vita, il 38% dichiara di aver visto aumentare il livello di ansia e preoccupazione in merito a vari aspetti della sfera personale come la salute e i figli.
Parlando di paure per il futuro, l’unico vero timore è la perdita di autonomia: il 53% esprime la propria fragilità al pensiero di un futuro in cui non sarà più “libero” e dipenderà dai propri familiari. Altre angosce sono legate alle difficoltà economiche e alla perdita del partner.
- A causa delle costanti aumenti del costo della vita, anche la sfera economica è motivo di preoccupazione. Tendono a proteggere il capitale o, al massimo, investire in prodotti sicuri e facilmente svincolabili per fronteggiare così gli eventuali imprevisti.
L’instabilità dei mercati finanziari e la conseguente erosione del valore del denaro emerge come altro elemento critico: il 28% si tiene aggiornato su queste tematiche ed è disposto ad affrontare qualche rischio per incrementare la redditività del proprio capitale.
- Questa generazione dichiara una discreta solidità finanziaria e di essere solo sufficientemente soddisfatti dell’attuale gestione del proprio denaro (solo 1 su 3 è molto soddisfatto). Risulta evidente il desiderio di una gestione “pacata” dei risparmi, ovvero di investire, ma con oculatezza (60%), nonché di utilizzare un linguaggio più semplice e accessibile quanto si parla di finanza (51%) in virtù della sua natura “rischiosa e pericolosa”. Solo un terzo dei Silver considera la banca un punto di riferimento a cui affidare i propri risparmi.
- Il campione dei intervistati si divide quasi equamente tra chi si avvale della consulenza di un funzionario della banca o un soggetto terzo (Realizzatori e Patriarchi), e chi invece è autonomo nelle scelte. La figura del consulente è associata a una persona con una particolare attenzione ai clienti (anche di piccole dimensioni), capace di comunicare anche concetti complessi in modo semplice e di consigliare al meglio alla luce degli obiettivi di vita degli investitori. Altri aspetti come la seniority, la specializzazione negli strumenti utilizzati (nuovi o tradizionali) appaiono meno rilevanti.
- Lo studio rivela che i Silver hanno un buon livello di digitalizzazione: 8 su 10 sanno usare il cellulare in modo appropriato (il 42% ha una conoscenza approfondita e un altro 41% lo sa usare abbastanza bene). L’attività più diffusa è l’uso di whatsapp, seguito dalla lettura di notizie online, la consultazione di siti che prevedono l’uso dello SPID, i social network e l’home banking.
- Guardano ai giovani, solo il 13% pensa che non abbiano nulla da insegnare loro; il 54% parla di differenti valori.